Chiaravalle Centrale, Natale Saccà racconta i mille volti della psiche umana

Presentato a Palazzo Staglianò il romanzo “Volevo ancora giocare ma poi…”

Presentato a Chiaravalle Centrale, presso la sala convegni di Palazzo Staglianò, il terzo romanzo pubblicato dal dottore Natale Saccà: “Volevo ancora giocare ma poi…”.  Già noto per la sua professione di medico (è stato direttore facente funzioni della Struttura Organizzativa Complessa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Azienda Ospedaliera “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro), Saccà ha iniziato a cimentarsi anche con la letteratura, raccogliendo ottimi consensi di critica e pubblico.

A Chiaravalle, il suo libro è stato introdotto e commentato dall’assessore comunale alla Cultura, Pina Rizzo, dalla professoressa Anna Veraldi e dal giornalista e presidente della Consulta comunale della Cultura, Francesco Pungitore, mentre alcuni passi sono stati letti in forma recitata dalla professoressa Paola Sangiuliano. Molto apprezzato l’intermezzo musicale, con una applaudita performance di violino e pianoforte.

Nel corso degli interventi sono emersi i grandi pregi del romanzo che, innanzitutto, esprime la grande abilità dell’autore nell’indagare la complessità della psiche umana. Ogni suo personaggio è un universo da scoprire. In secondo luogo, Saccà lascia trapelare il suo amore per la città di Catanzaro, raccontata in tutta la sua bellezza: con il suo mare, la sua pineta, il corso, i proverbi e i modi di dire del folklore popolare. Tutto ruota intorno alla vita di un quarantenne giornalaio affetto da quella che sua moglie Stefania definisce la “sindrome di Mario”. Non è la “sindrome di Peter Pan”.

E’ qualcos’altro. Non è il desiderio di chi vuol restare bambino. Quella di Mario è la voglia di crescere fino ad un’età giovanile e poi dire basta. Per questo motivo, va a giocare a pallone con i ragazzini e sogna di rivivere il suo amore con Anna, sua compagna ai tempi del liceo. Mario, dunque, voleva ancora giocare, ma poi… ha dovuto fare i conti con la vita. 

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