Chiaravalle, Foti e Maida: “Il sindaco Donato non lascia, e raddoppia”


I consiglieri di opposizione votano contro il regolamento sulla rottamazione quinquies: “Si amplia il ruolo di una concessionaria il cui incarico è sotto indagine della Guardia di Finanza. E ai cittadini viene dato solo un mese per aderire, quando se ne potevano concedere anche tre” 

“Non solo si conferma il rapporto con la società concessionaria della riscossione coattiva, ma le si affidano anche nuove funzioni”. È questa, in sintesi, la denuncia dei consiglieri comunali di opposizione Claudio Foti e Vito Maida al termine della seduta del Consiglio comunale di Chiaravalle Centrale del 31 marzo 2026, che ha approvato il regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali — la cosiddetta rottamazione quinquies — con i soli voti della maggioranza guidata dal sindaco Domenico Donato, il voto contrario dell’opposizione unita e l’astensione di Forza Italia con la consigliera Concetta Cardamone.

“Il sindaco Donato raddoppia le funzioni in capo alla società concessionaria della riscossione, attribuendole anche la gestione della rottamazione”, attaccano Foti e Maida in un documento depositato agli atti del Consiglio. “Quello che ci viene chiesto di approvare non è un atto neutro. È una scelta che incide sulla legalità dell’azione amministrativa, sulla credibilità dell’Ente e sulla tutela concreta dei cittadini”.

Il cuore della contestazione riguarda la natura stessa del rapporto tra il Comune e la società Area Srl, incaricata della riscossione coattiva. I due consiglieri sollevano una contraddizione che definiscono insanabile: “Il 19 marzo 2026, in un’assemblea pubblica, l’Amministrazione ha affermato che l’affidamento ad Area Srl rientra nella fattispecie dell’appalto di servizi. Meno di dieci giorni dopo, nello stesso regolamento che ci chiedono di approvare, Area Srl viene qualificata come concessionario e agente di riscossione, richiamando espressamente la norma che disciplina i concessionari”. Una delle due versioni, secondo Foti e Maida, “è falsa, e questa Amministrazione deve rispondere di quale sia quella vera”.

Ma la questione non si ferma alla qualificazione giuridica. L’accusa più pesante è che il regolamento, di fatto, amplia il perimetro dell’incarico della concessionaria senza alcuna gara pubblica, affidandole la predisposizione della modulistica, l’istruttoria delle istanze, la gestione delle rateizzazioni, il monitoraggio dei pagamenti e — recita il testo del regolamento — “ogni ulteriore attività connessa alla gestione dell’istituto della rottamazione”. “Si sta affidando per via regolamentare ciò che non si può affidare senza gara”, insistono i due consiglieri. “Con quali fondi sarà coperta questa attività aggiuntiva? Graverà sui cittadini o sul bilancio comunale? Su tutto questo non vi è volutamente alcuna traccia”.

A rendere il quadro ancora più delicato “è la circostanza, confermata pubblicamente dal responsabile del settore finanziario dello stesso Comune, che sulla vicenda sia in corso un’indagine da parte della Guardia di Finanza, a seguito di un esposto formale trasmesso agli organi di controllo proprio dai consiglieri di opposizione”. “È evidente che approvare oggi un atto che rafforza il ruolo di un soggetto investito da un incarico potenzialmente illegittimo significa esporsi consapevolmente a responsabilità amministrativa, contabile e, nei casi più gravi, personale”, avvertono Foti e Maida.

Un’altra criticità sollevata dall’opposizione riguarda i tempi concessi ai contribuenti per accedere alla definizione agevolata. “Il regolamento approvato fissa al 30 aprile 2026 il termine per presentare le istanze di adesione, a fronte di un’approvazione avvenuta appena il 31 marzo”. Foti e Maida denunciano quella che ritengono “una confusione tra la scadenza per l’approvazione del regolamento e il termine per consentire ai cittadini di aderire, ricordando che la norma statale prevede un minimo di sessanta giorni dalla pubblicazione”.

“Le conseguenze ricadono interamente sui cittadini: un termine compresso che di fatto esclude i contribuenti meno reattivi, quelli meno informati, quelli che necessitano di consulenza”, scrivono i due consiglieri.

Il confronto con altri Comuni rende plastica la differenza di approccio. “A Siracusa, il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità un regolamento che fissa al 30 giugno 2026 la scadenza per la presentazione delle istanze, con la possibilità di rateizzare il debito fino a 84 rate da un minimo di 50 euro ciascuna”. Una soluzione che ricalca esattamente quanto proposto dall’opposizione chiaravallese. “Abbiamo chiesto almeno il 30 giugno per dare ai cittadini un’adesione reale, informata e ponderata”, sottolineano Foti e Maida. “A Siracusa lo hanno fatto. Qui, no”.

Nel documento depositato agli atti, i due consiglieri non si limitano alla critica ma avanzano sei proposte concrete: “La gestione diretta della rottamazione da parte degli uffici comunali, senza il coinvolgimento della concessionaria; la specificazione che il contribuente debba pagare esclusivamente il capitale dovuto e le spese di notifica documentate, senza aggio, spese forfettarie o interessi di alcun tipo; la proroga del termine di adesione almeno al 30 giugno; l’uniformazione dei termini di tolleranza per il ritardo nei pagamenti a trenta giorni, eliminando l’attuale disparità tra le diverse sezioni del regolamento che prevedono rispettivamente cinque e dieci giorni; un piano di rateizzazione anche per importi bassi (uno dei pochi suggerimenti accettati dalla maggioranza); l’introduzione di una clausola di salvaguardia per i contribuenti che hanno già versato somme eccedenti il dovuto, con meccanismi di conguaglio o compensazione”.

I consiglieri Foti e Maida concludono il loro intervento con un richiamo che suona come un avvertimento: “Chi ha votato sì ne porta la responsabilità piena. Approvare questo regolamento significa avallare l’illegittimità dell’affidamento, legittimare retroattivamente atti potenzialmente nulli, estendere per via regolamentare i compiti di un soggetto privo di titolo legittimo, esporre i cittadini a oneri indeterminati e incontrollati”. E aggiungono: “Il ruolo di un consigliere comunale non è coprire. È controllare. Le istituzioni appartengono ai cittadini. E non si gestiscono come se si fosse a casa propria”. Intanto il fascicolo resta aperto. E la distanza tra maggioranza e opposizione, su questo punto, appare più profonda che mai.