Chiaravalle, Foti: Sport e periferie, un finanziamento importante ma scelte progettuali che meritano una riflessione urgente


“Prima perplessità la localizzazione. Collocare un impianto sportivo a ridosso dell’isola ecologica è una scelta che definirei, con tutto il rispetto, poco felice”.

L’ex assessore ai Lavori Pubblici di Chiaravalle Centrale Claudio Foti esprime soddisfazione per il contributo ottenuto e invita l’amministrazione ad approfondire con attenzione la soluzione individuata per la struttura coperta

Il decreto del 3 giugno 2026 con cui il Comune di Chiaravalle Centrale è stato ammesso al contributo di 1.500.000,00 euro nell’ambito del bando “Sport e Periferie” per la rigenerazione dell’impianto sportivo di via Foresta è una notizia che accogliamo con genuina soddisfazione. Un risultato che non arriva per caso.

Quel finanziamento poggia su fondamenta solide: un progetto esecutivo già esistente, elaborato e approvato grazie alle risorse del Fondo Progettazione annualità 2022 strumento che questa amministrazione, nella stagione in cui ho avuto l’onore di ricoprire il ruolo di assessore ai Lavori Pubblici, ha utilizzato con lungimiranza per dotare il Comune di strumenti tecnici pronti, spendibili, cantierabili.

Il progetto originario approvato con delibera di Giunta prevedeva un intervento organico e coerente sull’intera area sportiva di via Foresta: la demolizione e ricostruzione degli spogliatoi, la rimozione del chioschetto in muratura e legno, la sistemazione dell’area per un campo da padel, la riqualificazione del campo da tennis e delle tribune, il miglioramento della recinzione del campo di calcetto e una serie di opere accessorie. Un intervento complessivo superiore ai 2,3 milioni di euro, pensato come sistema integrato e funzionale.

Il progetto finanziato nel suo complesso vale 1.900.000,00 euro. Il contributo ammesso copre 1.500.000,00 euro. La differenza 400.000,00 euro graverà sul bilancio comunale.

Nel partecipare al bando, l’amministrazione ha ritenuto di modificare il progetto. In particolare: ha stralciato alcuni interventi e ha inserito una struttura coperta per pallavolo e attività polivalenti, da ubicare in adiacenza all’isola ecologica.

La soddisfazione per il risultato ottenuto non mi impedisce e sarebbe disonesto tacerlo di sollevare alcune perplessità su questa scelta, che ritengo meritino un approfondimento serio e urgente.

Prima perplessità la localizzazione. Collocare un impianto sportivo a ridosso dell’isola ecologica è una scelta che definirei, con tutto il rispetto, poco felice. Non solo per ragioni di compatibilità ambientale e di vivibilità degli spazi difficile immaginare un campo da pallavolo frequentato da ragazzi a pochi metri da un centro di raccolta rifiuti ma anche perché quella collocazione preclude qualsiasi possibilità di ampliamento futuro del centro di raccolta stesso, in un momento in cui le normative sulla gestione differenziata richiedono strutture sempre più adeguate.

Seconda perplessità la coerenza urbanistica e progettuale. Una parte rilevante dell’area individuata per la nuova struttura coperta risulta essere stata classificata come area parcheggio e area annessa all’impianto per la sicurezza in una planimetria dettagliata già trasmessa al CONI ente che ha espresso il proprio parere sulla base di quella rappresentazione nell’ambito del progetto del campo da calcio, cantiere avviato da anni e ancora in corso d’opera. Si tratta, in altri termini, di un’area che è già “impegnata” a servizio di quell’intervento. Inserire in quello spazio una struttura sportiva coperta richiede quantomeno una verifica puntuale della compatibilità con il vincolo già assunto. Che quella sovrapposizione non sia stata rilevata in fase di elaborazione della variante al progetto è una circostanza che deve trovare una risposta chiara.

Sarà stata una svista. Sarà stato il risultato di verifiche condotte con eccessiva fretta. Non lo so. Ma so che queste domande vanno poste adesso, prima che il progetto si consolidi e prima che eventuali problemi diventino più difficili da correggere.

Per questo invito formalmente l’amministrazione ad aprire un confronto con il proprio staff tecnico sulla localizzazione della struttura coperta, a verificare con attenzione la compatibilità con quanto già trasmesso al CONI, e a valutare soluzioni alternative. Una tra tutte meriterebbe attenzione: la copertura del campo da tennis esistente, da riprogettare come struttura polifunzionale con un sistema di apertura stagionale, soluzione che consentirebbe di valorizzare un’infrastruttura già presente, già servita, senza consumare aree funzionalmente vincolate ad altri usi.

Il finanziamento è un punto di partenza. Che sia anche un punto di partenza ben costruito tecnicamente solido, urbanisticamente coerente, funzionalmente credibile è nell’interesse di tutti. Soprattutto dei cittadini di Chiaravalle Centrale, ai quali quell’impianto sportivo appartiene.