La denuncia del consigliere regionale Enzo Bruno, che oggi ha pubblicato un video dalla struttura: «La Casa della Salute è un cantiere fermo da anni, mentre la drammatica carenza di medici, infermieri e tecnici mette in pericolo servizi essenziali»
Un cantiere aperto da anni, senza tempi certi per la conclusione dei lavori. Accanto, il vecchio ospedale destinato alla dismissione, all’interno del quale servizi sanitari essenziali rischierebbero di fermarsi proprio nel mese di agosto per la gravissima carenza di personale.
È il quadro allarmante denunciato dal consigliere regionale Enzo Bruno, che oggi ha pubblicato un video su Facebook parlando direttamente dall’area dell’ex ospedale del Chiaravallese e della futura Casa della Salute.
«Come vedete, la Casa della Salute è ormai da anni un cantiere a cielo aperto, senza alcuna ipotesi concreta di conclusione dei lavori», afferma Bruno, mostrando la struttura e richiamando le interrogazioni già presentate sul futuro del presidio sanitario.
Secondo il consigliere regionale, però, l’emergenza non riguarda soltanto gli edifici e il completamento degli interventi. Il problema più urgente sarebbe rappresentato dalla mancanza di personale: medici, infermieri e tecnici non sarebbero sufficienti a garantire la piena continuità dei servizi.
Una situazione che, senza provvedimenti immediati, potrebbe determinare già nelle prossime settimane la sospensione di attività sanitarie fondamentali per un vasto territorio.
Riabilitazione a rischio: «Servono subito un medico, due tecnici e un infermiere»
La prima criticità segnalata riguarda il reparto di riabilitazione, nel quale sarebbero assistiti circa quindici pazienti affetti da patologie particolarmente gravi, tra cui sclerosi laterale amiotrofica e conseguenze invalidanti di ictus.
Si tratta di persone che necessitano di assistenza continua, cure specialistiche e percorsi riabilitativi che non possono essere interrotti o ridimensionati senza pesanti conseguenze.
«Occorre intervenire immediatamente con l’arrivo di un altro medico, di almeno due tecnici della riabilitazione e di un infermiere», sostiene Bruno. «In assenza di queste figure, nel mese di agosto si rischia la chiusura del reparto».
Un’eventualità che il consigliere giudica inaccettabile, considerando sia le condizioni dei pazienti ricoverati sia la difficoltà, per le famiglie, di trovare soluzioni alternative in altre strutture della provincia o della regione.
Radiologia con un solo tecnico: «Non prende ferie da tre anni»
Altrettanto grave sarebbe la situazione del servizio di radiologia. Secondo quanto riferito da Bruno, nella struttura opererebbe un solo tecnico, costretto a interfacciarsi a distanza con un medico in servizio a Soverato.
Il professionista, afferma il consigliere regionale, sarebbe sottoposto da anni a un carico di lavoro insostenibile.
«È un tecnico che da tre anni non riesce a prendere ferie e che quotidianamente è esposto al rischio radiologico e biologico», denuncia Bruno. «Se non arriverà immediatamente almeno un’altra unità, nel mese di agosto anche il servizio di radiologia potrebbe chiudere».
La sospensione della radiologia rappresenterebbe un colpo durissimo per l’intero comprensorio, costringendo i cittadini a spostamenti verso altri presidi sanitari anche per esami diagnostici di base o necessari alla gestione delle urgenze.
Carenze anche nel Punto di primo intervento
Le difficoltà non si fermerebbero alla riabilitazione e alla radiologia. Bruno segnala infatti una situazione di sofferenza anche nel Punto di primo intervento, dove continuerebbero a mancare medici e infermieri.
Il risultato è l’immagine di una struttura sanitaria progressivamente indebolita: da una parte il vecchio ospedale avviato verso la dismissione, dall’altra una Casa della Salute ancora incompleta e senza una data certa di consegna. Nel mezzo, servizi che continuano a funzionare grazie allo sforzo di un personale sempre più ridotto e sottoposto a turni e responsabilità difficilmente sostenibili.
L’appello alla direzione dell’Asp
Il consigliere regionale rivolge quindi un appello diretto al generale Battistini, direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, chiedendo decisioni immediate e non più rinviabili.
«La direzione strategica deve intervenire con tempestività», afferma Bruno. «Servono provvedimenti importanti e immediati, per evitare che ad agosto si arrivi alla chiusura di due servizi fondamentali come la riabilitazione e la radiologia».
La denuncia riporta così al centro dell’attenzione il futuro della sanità nel comprensorio chiaravallese. Non soltanto il completamento di un’opera attesa da anni, ma la capacità di garantire oggi assistenza, diagnosi e riabilitazione ai cittadini.
Perché mentre il cantiere della Casa della Salute resta ancora aperto e il vecchio ospedale attende di essere dismesso, il rischio concreto è che a essere progressivamente smantellati siano, prima ancora degli edifici, i servizi sanitari.