La denuncia dei consiglieri Foti e Maida: “Modulistica inesistente, si torni urgentemente in consiglio comunale”. Annunciate ulteriori memorie integrative alla Guardia di Finanza
“Chiama la società incaricata dal Comune per chiedere informazioni sulla rottamazione delle cartelle. Dall’altra parte del telefono, la risposta è disarmante: non ne sappiamo niente”.
È l’esperienza concreta di un cittadino di Chiaravalle Centrale, raccontata dai consiglieri comunali di minoranza Claudio Foti e Vito Maida in una nota stampa che accende i riflettori su quella che definiscono una gestione “senza precedenti per superficialità da parte della maggioranza” di un tema sentito dalla comunità.
Al centro della vicenda c’è la cosiddetta “rottamazione quinquies”, introdotta dalla Legge di Bilancio 199/2025, che ha attribuito agli enti locali la facoltà di disciplinare in autonomia tempi e modalità di adesione alla definizione agevolata delle entrate comunali. Il Consiglio comunale di Chiaravalle Centrale, con la deliberazione n. 5 del 31 marzo 2026, ha approvato il regolamento attuativo fissando al 30 aprile il termine per l’adesione.
Il provvedimento riguarda tributi e servizi affidati in riscossione coattiva ad Area Srl: dal servizio idrico integrato alla Tari, fino all’Imu, per annualità che in alcuni casi risalgono al 2010.
Ma a circa quindici giorni dalla scadenza, denunciano Foti e Maida, la situazione sul campo è ben diversa da quanto previsto sulla carta. “La società incaricata non ha ancora pubblicato la modulistica necessaria”, scrivono i due consiglieri. “I cittadini non sono messi nelle condizioni di presentare domanda. Manca un’adeguata informazione e assistenza su modalità e requisiti di accesso”.
Il paradosso è evidente: il regolamento approvato dalla maggioranza stabilisce che l’istanza di adesione debba essere presentata esclusivamente attraverso la piattaforma internet della società incaricata. Piattaforma che, ad oggi, non risulta operativa.
“Le domande eventualmente presentate direttamente al Comune non sarebbero nemmeno legittime”, sottolineano Foti e Maida, “perché il regolamento richiama esclusivamente il canale telematico della società”. Un cortocircuito procedurale che, di fatto, rende impossibile aderire alla misura.
I due esponenti della minoranza puntano il dito sulla scelta politica di fondo. “È stata adottata una tempistica estremamente stringente, senza che vi fossero le condizioni operative per garantirne l’effettiva applicabilità”, affermano. “La Legge di Bilancio lasciava ampia discrezionalità sui tempi: si sarebbe potuta e dovuta prevedere una scadenza più ampia, proprio per favorire la massima partecipazione dei contribuenti. Invece si è fatto il contrario”.
La nota dei consiglieri solleva un ulteriore profilo di criticità: la società che dovrebbe gestire l’intera procedura opererebbe, secondo Foti e Maida, “in forza di un incarico illegittimo”.
“Non esiste in atti nessun nuovo affidamento specifico per la gestione della rottamazione”, precisano, aggiungendo che “tutte le regole e la tempistica sono state stabilite dalla sola maggioranza, che oggi dovrà assumersi le proprie responsabilità”
Le richieste avanzate dalla minoranza sono nette: “Si torni in consiglio comunale per una proroga immediata del termine del 30 aprile, pubblicazione urgente della modulistica e attivazione di canali informativi chiari e accessibili per i cittadini”.
“L’obiettivo deve essere uno solo”, concludono Foti e Maida: “Garantire pari condizioni di accesso e una reale possibilità di aderire alla definizione agevolata. Diversamente, si configurerebbe una responsabilità politica evidente per una gestione inefficiente e non rispettosa dei diritti dei contribuenti”.
Sul fronte giudiziario, i due consiglieri annunciano ulteriori memorie integrative alla Guardia di Finanza, a conferma di un’attenzione che va ormai ben oltre il perimetro del dibattito consiliare.