Nei giorni scorsi l’IC Corrado Alvaro di Chiaravalle ha presentato agli studenti, in collaborazione con l’associazione “I Ragazzi Dell’Arcobaleno”, il Centro psico educativo “Il Sorriso Di Antony” e le istituzioni, il tema “Conoscere per includere” per evidenziare il lavoro di sinergia messo in atto con un unico obiettivo: L’INCLUSIONE. Ad accoglierli la Dirigente Scolastica dott.ssa Maria Carmen Aloi che ha sottolineato l’impegno costante e proficuo della scuola in termini di inserimento, integrazione, introduzione, accettazione e accoglienza, l’aiuto e il lavoro di tutti i docenti di tutti i plessi dell’IC in particolare modo i docenti di sostegno.
Sono intervenuti la dott.ssa Marzia Sanzo, Assessore alle Politiche sociali del comune di Chiaravalle, la dott.ssa Ludovica Staglianò, sociologa specializzata in disabilità, la referente dell’inclusione ins. Elisa Fera e anche gli altri insegnanti presenti e i genitori tra cui anche la stessa presidente dell’associazione “i ragazzi dell’arcobaleno” Patrizia Macrì e il maestro Damiano Maida i quali hanno fortemente rimarcato il loro ruolo come “ponte” tra l’alunno e il contesto sociale.
È stato sorprendente l’intervento degli alunni i quali hanno mostrato, con tanta emozione e coinvolgimento, di avere grande sensibilità e di non essere indifferenti al tema riempiendo di orgoglio tutti e confermando che si sta lavorando nella direzione giusta.
Confronti degli alunni sul tema della disabilità.
Sensibilizzare è stato sempre uno dei nostri primi impegni nei riguardi di tutto il territorio.
Una rete che cresce giorno dopo giorno, caratterizzato da estrema concretezza.
Scuola, associazione, specialisti del settore e amministrazioni uniti per un unico obiettivo.
Vi lasciamo con le parole del Maestro Damiano, che non poteva che racchiudere in poche righe quello che ognuno di noi spera nel proprio cuore.
Maestro e papà straordinario:
“Buongiorno a tutti.
Oggi non sono qui solo come un maestro di sostegno che ogni mattina entra in classe per accogliere la sua alunna.
Sono qui come un uomo che vive la disabilità con due ‘pelli diverse, che spesso si sovrappongono.
A scuola, sono il maestro. Cerco di costruire ponti tra una bambina e il mondo, di tradurre i suoi silenzi o le sue fatiche in opportunità di apprendimento. Mi batto per l’inclusione, Stilo PEl, studio strategie. Ma por la campanella suona, torno a casa, e divento padre.
È qui che la teoria si scontra con la realtà. Essere genitore di un bambino con disabilità mi ha insegnato ciò che nessun corso di specializzazione potrà mai spiegare:
l’attesa, la paura del futuro, ma anche la gioia esplosiva per una conquista che agli altri sembra minuscola, e che per noi è un Everest scalato.
Questa mia ‘doppia vita’ mi ha dato un superpotere, ma anche una grande responsabilità
Quando parlo con i genitori dei miei alunni, non vedo solo
“utenti del servizio scolastico. Vedo persone che, come me, combattono battaglie burocratiche e notti insonni. E quando sono in classe, il pensiero di mio figlio mi ricorda costantemente che ogni bambino che seguiamo non è una
‘pratica’, ma il centro del mondo di qualcuno.
Il mio messaggio oggi è semplice. l’inclusione non è un modulo da compilare, è un atto di empatia profonda. Solo se impariamo a guardare oltre la diagnosi, riconoscendo l’umanità intera del bambino e della sua famiglia, possiamo dire di aver fatto davvero scuola.
lo porto mio figlio nel mio zaino di maestro, e porto la mia alunna nelle mie preghiere di padre. Perché, alla fine, la disabilità non ci toglie nulla, ma ci chiede di essere persone migliori.”
