Chirillo: “Calabria e Sud devono alzare la voce al tavolo della autonomie”

Il presidente di Confesercenti Catanzaro: “A rischio la coesione sociale ed economica del Paese”. 

“Chiediamo al Goveratore della Calabria e a tutti i presidenti di Regione del nostro Mezzogiorno di essere parte attiva al tavolo di discussione sul regionalismo differenziato. Una riforma che non dovrà mai passare senza che il Sud esprima la sua voce”.

A sostenerlo è il presidente di Confesercenti Catanzaro, Francesco Chrillo, che già nei mesi scorsi aveva espresso tutta la sua preoccupazione per le crescenti spinte autonomistiche, a trazione leghista, di Lombardia e Veneto oltre che la sua parallela delusione per “il silenzio” dei parlamentari meridionali sulla questione.

“Assistiamo, sul tema, a una insopportabile e quotidiana deriva confusionaria – sottolinea Chirillo. – Nelle dichiarazioni di alcuni presidenti di Regione del Nord emerge un rovesciamento sostanziale del dettato costituzionale che tiene conto dei principi di eguaglianza e solidarietà”.

“Il tutto – prosegue il presidente di Confesercenti – pericolosamente avallato da una delle due forze di Governo, la Lega, nel mutismo dei parlamentari dell’altro alleato di maggioranza, eletti nel nostro Meridione”. Secondo Chirillo, appare evidente “il tentativo di Lombardia e Veneto di far saltare il principio dell’unità e indivisibilità della Repubblica, cristallizzato nell’articolo 5 della Costituzione”. Si profilano, dunque, all’orizzonte “scelte che potrebbero compromettere gravemente la coesione sociale ed economica del Paese”.

Citando il professore Alberto Lucarelli, Ordinario di Diritto costituzionale presso il Dipartimento di Giurisprudenza della Federico II di Napoli, secondo Chirillo “il depauperamento definitivo delle regioni del Sud è il vero obiettivo finale di una riforma che porterà minori trasferimenti, aumentando le materie e le funzioni al Nord; conseguentemente, gli spostamenti di natura perequativa si indeboliranno e si avrà quale conseguenza che le Istituzioni non avranno più mezzi e risorse per gestire beni e servizi pubblici”. Uno scenario che “finirà inevitabilmente per acuire i già persistenti divari Nord-Sud”. Da qui la sollecitazione di Chirillo rivolta ai presidenti di Regione del Sud, inclusa la Calabria, “a non subire passivamente quanto si sta consumando sulle spalle del Paese”.