Chiuso il reparto di malattie infettive dell’Ospedale di Lamezia Terme

Continua lo smantellamento dell’ospedale Giovanni Paolo II. La chiusura del reparto di malattie infettive è avvenuta tra la rassegnazione dall’opinione pubblica, ormai abituata a sentir parlare di tagli all’ospedale di Lamezia.   A giudicare dai commenti della gente, la fine di questa struttura sanitaria è stata una grave perdita per la città, considerato il gran numero di pazienti che tra le sue corsie hanno visto la piena guarigione.  

Come ha affermato, in una nota, il Comitato Malati Cronici del lametino, che rivolge un duro attacco al direttore generale dell’Asp di catanzaro. “Le promesse del D.G. dell’Asp relativamente all’ospedale di Lamezia Terme si sono rivelate promesse da marinaio- scrive il Comitato- È vero che si era impegnato anche pubblicamente che nessun reparto sarebbe stato toccato? Come spiega il ridimensionamento di tanti reparti che non avranno più né posti letto né primari?” .

Il comitato menziona, in particolare, il reparto di malattie infettive, chiuso dopo 20 anni di attività, con “pazienti e personale costretti a cercare ospitalità o in altri reparti o fuori Lamezia”.

E ricorda i “brillanti successi” ottenuti dal reparto malattie infettive, come “il progetto sull’epatite c”,  che ha fatto guarire molte persone affette da questa grave patologia.

Sulla disgregazione del reparto di malattie infettive, così scriveva tre anni fa il dottor Antonio Petronio: “Con l’accorpamento funzionale di Malattie Infettive con la Medicina e la Bronco pneumologia, si conclude il processo di disintegrazione dell’Ospedale di Lamezia Terme e dell’U.O. Malattie Infettive in particolare. Le malattie infettive hanno un’importanza superiore alle altre in quanto destano allarme sociale e paure. Le nuove pericolose patologie emergenti insieme alle vecchie sempre più virulente, possono essere affrontate con la dovuta efficienza ed efficacia solo da personale specializzato e continuamente aggiornato. I medici e gli infermieri in particolare delle M.I. costituiscono un patrimonio che è veramente un peccato disperdere. Il Decreto Regionale 106\2011 ha rimodulato la rete Infettivologica della Regione Calabria e ha destinato a Lamezia Terme 10 posti letti di ricovero ordinario. Il personale Medico e paramedico dell’U.O. Malattie Infettive deve essere perciò in numero proporzionato, guidato da un Primario titolato e titolare, e dotato di strumenti tecnologici  ed efficienti e soprattutto di locali adeguati. E’ auspicabile che gli attuali programmi peggiorativi della Sanità Lametina, e dell’U.O. M.I. in particolare, vengano adeguatamente rivisti e corretti prima che sia troppo tardi”.

In molti, a Lamezia, puntano il dito contro la politica di smantellamento dell’ospedale, una importantissima risorsa della città che “viene sempre più mortificata- dice la gente- anziché essere potenziata e valorizzata”. Come, appunto, il reparto di malattie infettive, di cui gli utenti conservano un ottimo ricordo.

La signora M.A. racconta che quattro anni fa suo padre fu ricoverato per due mesi nel reparto di malattie infettive, dove “medici e infermieri hanno dimostrato ogni giorno  grande professionalità e umanità”. Un giudizio che trova conferma nelle recensioni pubblicate in rete. Così si legge, ad esempio, in un post datato 2014: “Il reparto malattie infettive di Lamezia Terme ha salvato la vita a mio fratello, ricoverato per 1 mese a causa di una polmonite bilaterale e setticemia.  I medici sono stati meravigliosi, attenti e professionali, ma soprattutto, umani. Ringrazio il dott. Griffo, la dott.ssa Gallo e la dott.ssa Berardelli. Un proprio figlio non lo avrebbero potuto assistere e curare come hanno fatto con un estraneo, ossia mio fratello, che ha visto la morte con gli occhi. Ringrazio anche gli infermieri che si sono prestati umanamente, svolgendo un lavoro professionale e attento. Abbiate fiducia in questo reparto”.

Antonella Mongiardo

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