Circa la 106, abbiamo trovato allievi

  Dopo, e ripeto dopo il nostro pezzo “Strade e incidenti”, pare che la cruda verità si faccia strada persino sui più politicamente corretti giornali locali: insomma, abbiamo trovato allievi che ripetono abbastanza bene quanto leggono; allievi sì, ma pur sempre calabresi, e il calabrese, quando si fa un uovo sodo, immagina di averlo inventato lui, e figuratevi se ammette di aver letto le idee di qualcun altro…

 Ma quello che conta è che piano piano anche i corrispondenti locali la smettano con le frasi fatte e il piagnisteo generico, e diano un’occhiata alla realtà:

  • Le strade hanno bisogno di una seria politica di rifacimento e ammodernamento;
  • spessissimo i conducenti guidano male, giocano con l’acceleratore, sorpassano azzardati; quando non sono drogati o ubriachi.

 Fermi lì, è già troppo, per un pudico giornale di provincia. Ora aggiungo io e ribadisco:

  • I controlli di polizia stradale ci sono, ma non quelli che servono, che sono invece appostamenti nei punti pericolosi, per poter beccare il reo e dargli una legnata che serva d’esempio, pubblicando la notizia;
  • mancano del tutto i sistemi elettronici di controllo;
  • quando è accertato che l’incidente avviene per colpa del conducente, bisogna dirlo sui giornali, e con nome, cognome e foto del reo, anche se trapassato;
  • corollario importante: così le assicurazioni non pagano; e anche questa è una salutare pena aggiuntiva, e fa più male di una foto.

 Ora vediamo se la stampa e le tv si sono finalmente ravvedute dal loro stile paludato e dalla raffica di luoghi comuni “strada della morte; prontamente intervenuti; indagini a 360 gradi… ”. Il giornalismo a questo serve, a dire la verità, e ci vuole fegato.

Ulderico Nisticò

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