Clamoroso fallimento dei referendum: ovvero, se ne impipano

 Ho votato, alla cieca, cinque sì. Appartengo perciò a quel misero 20,5% che ha votato, contro il 79 e rotti che se ne impipò. Attenti, non dico che il 79 abbia votato no, quindi non abbia condiviso eccetera, dico e ripeto che se impipò rotondissimamente. E siccome si votava per circa mille Comuni, diciamo che il 20% si è raggiunto perché la gente si trovava ai seggi per altri motivi, se no era anche meno.

 Una premessa. Quando si stabilì che bastassero 500.000 firme per chiedere un referendum, erano tutt’altri tempi, e 500.000 era un numero notevole, anche materialmente non facile da mettere assieme. Oggi 500.000 firme si raccolgono in tre giorni e in internet; e quelli che firmano alla leggera, poi se ne impipano: vedi sopra.

 Io proporrei: tre milioni di firme, e abolire il quorum. Che ne dite? Stavolta non sono solo a pensarla più o meno così, stando alla rassegna stampa di stamani 13.

 Torniamo ai cinque referendum strafalliti. Li aveva proposti, assieme ad altri, la Lega, la quale, una volta ottenuto un risultato per uscire sui giornali e tv, indovinate che fece. Avete indovinato: se ne impipò, se li scordò del tutto. Non un comizio, non una manifestazione… niente di niente.

 Salvini intanto – nomino lui perché è il segretario – si fece venire un’altra idea, il viaggio in Russia. Non so se era giusta o sbagliata, so che l’ha tenuta in cachettica esistenza giusto il tempo di uscire su qualche giornale; poi se ne impipò pure di quella.

 Fanno un po’ tutti così, nei sedicenti partiti del 2022. Sedicenti, perché sono di generali senza esercito; e partiti senza sedi, senza tessere, senza congressi. Prendete, per restare nell’esempio, la Lega calabrese: Saccomanno, Spirlì… chi sono costoro? A Soverato, dov’è e cos’è la Lega? Idem per il PD eccetera.

 I referendum falliscono perché è fallita la politica. Chi ha la mia ormai veneranda età, ricorda bene i tempi in cui gli Italiani, molti dei quali allora pochissimo scolarizzati se non analfabeti, vivevano di pane e politica; vedevano nella sede del partito quasi una seconda chiesa; avevano le idee chiarissime e una robusta dose di faziosità. Oggi, che sono diplomati e laureati con il master, non sanno manco cos’è il CSM, altro che votare per la sua modifica!

 Allora le vecchiette si facevano portare in barella, per votare! Oggi il prof, l’avv, il dott, l’ing eccetera se ne stanno a casa e al mare nella misura del 79 e rotti per cento.

Ulderico Nisticò