Codacons: Spese impreviste, a rischio un terzo delle famiglie calabresi

L’associazione fotografa l’indebitamento in Calabria
Una spesa imprevista di mille euro è capace di mettere in ginocchio una famiglia

Alla fine di ogni mese un calabrese su tre si ritrova a pagare le rate di un finanziamento: una rata media di 291 euro per un debito residuo di 22mila euro.
Questa, in sintesi, la fotografia sull’indebitamento in Calabria e che trova conferme proprio dall’indagine su italiani e risparmio, realizzata da Acri con Ipsos, che sarà presentata oggi a Roma per la 95ª giornata mondiale del risparmio.

Per il Codacons si tratta di un vero e proprio allarme, specie per quanto riguarda le spese impreviste.
Un nucleo familiare su tre, rischia di non poter sostenere una spesa non preventivata di mille euro.
Numeri preoccupanti perché in caso di spese inattese, che in Calabria spesso sono rappresentate dalla necessità di garantirsi cure mediche, migliaia di famiglia andrebbero in default con conseguenze pesantissime sul fronte sociale ed economico.

Passiamo all’analisi del debito in Calabria.
Oltre 1/3 della popolazione maggiorenne (il 33,7%) ha sottoscritto almeno un contratto di finanziamento e ogni mese deve far fronte a rate per un importo di € 291.
Mentre per estinguere il prestito, rimane un debito medio pari a € 21.897.
Siamo dinnanzi una sorta di metamorfosi dei debiti – sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons. Fino a pochi anni addietro si ricorreva ai prestiti solo per acquistare la casa o l’auto.

Oggi si ricorre alle rate per ogni cosa, dal telefonino al computer, dalla culla alla bara, per una cerimonia o per le cure sanitarie, che dovrebbero essere fornite gratuitamente dal servizio sanitario.
Non a caso al primo posto delle forme di indebitamento ci sono i prestiti finalizzati. Prestiti per l’acquisto di beni e servizi quali mezzi di trasporto, elettrodomestici, spese mediche, arredamento, viaggi… Queste operazioni di credito incidono per il 53,3% del totale e sono in netto aumento (51,9%). Al secondo posto si collocano i prestiti personali, pari al 32,9%.
Infine i mutui per l’acquisto di abitazioni, che incidono solo per il 13,8% ed in forte diminuzione, segnale evidente di una crisi ancora ben lontana dall’essere passata.

I cittadini che ogni mese sostengono la rata più elevata sono quelli che vivono in provincia di Catanzaro (€ 314), segue Cosenza (€ 300), quindi Crotone (€ 286), Vibo Valentia (€ 284) e, infine, Reggio Calabria (€ 270). I Calabresi più indebitati sono quelli che vivono in provincia di Catanzaro (36,7%) e devono restituire mediamente € 23.987 a testa. Quindi chi vive a Cosenza che dovrà restituire € 23.159, poi i Crotone e Vibo Valentia con debiti di € 22.278 e € 20.621 euro. I meno indebitati si trovano nella provincia di Reggio Calabria con “appena” € 19.440 a testa. In vetta alla classifica dei finanziamenti per acquistare beni e servizi c’è Vibo Valentia (56,5%). Per quanto riguarda i prestiti personali la provincia di Reggio Calabria fa registrare il dato più elevato (35,9%), mentre Cosenza è la provincia con il più alto numero di mutui (15,9%). Se a questi dati aggiungiamo che nonostante il potere d’acquisto sia diminuito, i consumi rimangono invariati, viene fuori un fenomeno destinato ad avere gravi contraccolpi.

Si tratta di una bomba ad orologeria – sostengono dal Codacons – visto che le famiglie, per sopravvivere, continuano ad indebitarsi. Con il rischio che, prima o poi, ci si ritrovi nelle condizioni di non poter più andare avanti. Per questo motivo il Codacons invoca un sostegno concreto per le famiglie che, con i loro consumi, rappresentano circa il 60% del PIL.
Occorre pensare, ad esempio, alla sospensione con prolungamento di tutti i finanziamenti per aiutare chi versa in una condizione di difficoltà economica, come accaduto per le PMI. Ovvero di intervenire per “imporre procedure di conciliazione” per scongiurare le segnalazioni in centrale rischi in tutti i casi di obiettiva difficoltà.
Segnalazioni effettuate con estrema disinvoltura dagli istituti di credito e spesso in maniera illegittima, che finiscono per decretare la morte sociale di un cittadino, per l’impossibilità di accedere a ogni forma di prestito.
Consentire queste pratiche, spesso illegali – conclude Di Lieto – finisce per consegnare nelle mani degli usurai tanti cittadini colpevoli solo di trovarsi in difficoltà.