Coldiretti: “L’olio calabrese non sempre è Made in Italy”

olioolivaL’annata di raccolta delle olive sarà buona, sia per quantità che per qualità, ma a preoccupare i produttori agricoli è «la concorrenza sleale degli altri paesi». Il presidente della Coldiretti Calabria, Pietro Molinaro, sottolinea questo auspicio «che l’olio possa trovare mercato, o meglio un giusto prezzo per un prodotto che è di qualità».I “capitani coraggiosi” dell’olivicoltura calabrese non si arrendono, ma devono fare i conti con gli adulteratori. Un messaggio chiaro che giunge dalle imprese olivicole. ”Le temperature si sono abbassate e questo clima dovrebbe ormai preservare le piante dalle mosche che fanno cadere le olive o le rendono anche di qualità più bassa dopo la raccolta, spiegano gli esperti. La Calabria non ha avuto problemi di xylella che invece ha creato notevoli danni alla vicina Puglia, rimane dunque la questione del posizionamento sul mercato.”La qualità dell’olio, insiste il presidente di Coldiretti Calabria, «dipende dalla gestione del prodotto dalla pianta al frantoio al metodo di conservazione». La richiesta dell’associazione di categoria è che «venga resa obbligatoria l’origine sul prodotto». Spesso, conclude Molinaro, «il consumatore è convinto di acquistare un prodotto italiano mentre in realtà non lo è». ‘E’ uno strano fenomeno che sta accadendo nell’export – denuncia Coldiretti – il mercato interno tira ma l’export frena. Le aziende olivicole calabresi che hanno rapporti commerciali con l’estero stanno subendo una notevole contrazione nelle vendite. Infatti, nei mercati internazionali, che sono predominio del nostro “oro verde” sostanzialmente la richiesta langue. Un fatto strano – sottolinea Molinaro – ma spiegabile. La stampa estera e non solo, ha messo in guardia dall’acquistare olio italiano tra l’altro a prezzi bassi, perché contraffatto: si tratterebbe di olio adulterato. Una maxifrode che vede alla base oli provenienti da altri paesi e spacciate come olio extravergine d’oliva di alta qualità. “L’italianità è un grande valore di sicuro appeal con la politica valorizzazione del Made in Italy portata avanti da Coldiretti per tutelare le nostre produzioni, da un lato con le tante battaglie per la trasparenza che hanno garantito l’approvazione di importanti leggi a difesa di imprese e cittadini ma, gli adulteratori però fanno affari alle nostre spalle e come “api al miele”, fiutano l’affare e vi si gettano a capofitto danneggiando le nostre produzioni, in primis l’olio che è il nostro marchio distintivo. Quello che sta accadendo ci chiama a difendere le nostre produzioni e filiere produttive ma – continua – ci preoccupa notevolmente perché pregiudica il nostro futuro e la stessa competitività. Per questo insistiamo sempre e comunque che occorrono maggiori e sempre di più controlli altrimenti troveremo sempre più spesso degli oli di oliva extravergine che costano meno del prodotto agricolo pagato agli agricoltori.

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