Come ci stiamo organizzando per fare turismo in Calabria…

…a parte il covid? E non mi venite a dire che c’è il covid, giacché l’assenza di organizzazione risale, in Calabria, alle origini stesse del turismo di massa, verso gli anni 1950-60. E da allora, siamo rimasti al 1960.

Nessuno, in Calabria, ha mai compiuto un minimo di analisi sociologica: quanti turisti arrivano; quanti giorni restano; cosa fanno nei giorni di permanenza; cosa mangiano; quanti dei turisti sono turisti e quanti invece sono paesani si ritorno… Soprattutto, se il forestiero, a parte il mare, fruisce di qualche forma di turismo tipo salute, terza età, termale, culturale, esperienziale, religioso… E quanti stanno in albergo e strutture varie; e quanti invece in nero o presso parenti.

Nel caso di Soverato, quanti vengono attorno a Ferragosto; e quanti, certamente assai di meno, a giugno, luglio, settembre e parte di agosto?

Tutte queste analisi non le ha fatte nessuno, né la Regione né le Università né le Camere di commercio… e il turismo è lasciato a se stesso, alla come capita, a chi arriva arriva.

Arriva, perché non ce l’andiamo a prendere; non entriamo in un circuito di ampio respiro, internazionale…

Stando così malamente le cose, l’industria turistica, unica potenzialità economica della Calabria di oggi, è utilizzata al 30%… e sono ottimista.
Le cause sono due: la balneazione è in mano a gente che ha interesse oggettivo a farla durare due mesi e riposarsi tutto il resto dell’anno; e la mentalità del Vitelloni. Per la prima, fatevi un giro sul Lungomare di Soverato. Parliamo della seconda.

Nella mentalità calabrese comune, la vacanze sono una cosa per ragazzi e alla Mi sono innamorato di Marina; sono un divertimento per mezzo scemi. Ebbene, ammesso che il turismo si possa ridurre allo svago, è proprio il divertimento che manca, in Calabria, dove un lido con altoparlante lo chiamiamo discoteca. Se un giovanotto o una signorina vogliono “sballare” eccetera, non vengono certo a Soverato, ma vanno alle Maldive, dove lo sballo c’è davvero… e costa molto di meno.

Del resto e soprattutto, in Calabria non vogliamo gente sballata e una specie di lupanare a cielo aperto; e certe cose ci fanno schifo. E allora?
E allora, la Calabria è adattissima a tutto il contrario: vacanze serene e tranquille per famiglie con bambini piccoli, per anziani, per gente matura in certa di esperienze e cultura. Già, la cultura: abbiamo un patrimonio immenso di archeologia e arte e storia e natura; però sono certissimo che manco il 5% dei forestieri venuti a Soverato son stati a vedere la Pietà del Gagini… se non ce li porto io.

La colpa è di tutti, e in particolare della Regione, il cui intervento sull’industria del forestiero è zero dal 1970 a oggi.

Ulderico Nisticò