Come fa Vibo ad essere l’ultima d’Italia?

Bolzano, Trento, Belluno primeggiano; per quelli che cercano sempre di consolarsi con le disgrazie altrui, anche Roma, Firenze, Torino e Venezia stanno maluccio; Napoli e Palermo, sono agli ultimissimi posti: ma io piango i guai miei. La Calabria è, per economia generale, la terzultima d’Europa su circa 360 regioni. La Provincia di Vibo V., invece è l’ultima d’Italia per qualità della vita. Per qualità della vita, non per economia e “soldi”; ed è una classifica che si elabora tenendo conto di molti e complessi fattori.

Eh, lo sappiamo che pessima è la qualità della vita, quando le strade sono quelle che collegano… che non collegano ma separano i paesi della provincia; e grazie al Comitato, se almeno si può arrivare, dallo Ionio, a Serra.
Qualità della vita è quando funzionano le istituzioni, e tutti sappiamo in che condizioni versi la provincia di Vibo: almeno finora; poi vediamo.

Qualità della vita è quando l’economia è sana e produttiva, e perciò richiede lavoro e genera indotto.
Qualità della vita è quando funziona la sanità, e sull’ospedale di Vibo stendiamo un velo pietoso.
Qualità della vita è quando funziona la scuola, e le scuole di Vibo sono giustamente celebri da secoli; sì, ma quando i ragazzi escono con un bel diploma, e poi devono emigrare…

Qualità della vita è quando l’ordine pubblico è garantito, e invece la provincia di Vibo è fonte di numerosi e gravi casi di cronaca nera, mafiosa e non. E non dimentichiamo che la provincia di Vibo è anche terreno fertile per l’antimafia di mestiere e di interesse giudiziario.
Qualità della vita è quando un territorio è vivace di attività culturali, sportive, sociali; e non di pochi arroccati in qualche associazione segreta, ma per molti, per tutti…

Qualità della vita è quando il territorio è ricco di luoghi di aggregazione quali stadi, teatri, cinema…
Qualità della vita è quando il turismo dura più di due settimane: eppure la provincia di Vibo ha due luoghi di sicura notorietà internazionale quali Tropea e la Certosa; e una costa da Pizzo a Nicotera dotata di alberghi e ristoranti a iosa; ma il turismo è quasi solo balneare, con scarsissimo apporto di quello culturale; ad onta di tremila anni di storia e di tantissimi monumenti, musei e aree archeologiche del territorio.

Insomma, qualità della vita è quando gli abitanti sono soddisfatti, per quanto è umano, di vivere nella loro terra. Attenti, non è un somma di soddisfazioni, cioè che stiano bene da soli Tizio Caio Sempronio Mevio e Mevia ognuno per conto suo, ma quando si sta bene tutti assieme, quando funziona la socialità. E già, se un cittadino della provincia di Vibo diventasse ricchissimo e comprasse l’auto più costosa e veloce del mondo, sempre a 30 all’ora dovrebbe andare, da Serra a Fabrizia!!! Sarebbe perciò un uomo ricchissimo e insoddisfatto; e finirebbe emigrato esattamente come i morti di fame.

Che succederà, a Vibo e in Calabria, dopo aver letto questa notizia? Niente, non succederà niente. Qualche scemo del villaggio con laurea se la piglierà, secondo i libercoli che ha letto, o con i Borbone o con Garibaldi; qualche illustre signore, dovizioso di fantasia, prometterà un avvenire felice come fa Soriero con Gioia Tauro che intanto è al crollo di traffico e lavoro; qualche furbone s’inventerà l’ennesima fabbrica fasulla solo capannone; e qualche matto lo piglierà sul serio…
Quello che non succederà mai è che la pubblica opinione, intellettuali in testa, si sieda attorno a un tavolo per analizzare coraggiosamente, quindi freddamente e spietatamente turismo sanità strade delinquenza eccetera; e indichi una qualsiasi soluzione credibile e attuabile. Attuabile finché siamo in vita, non tra seicentosessantasei generazioni.

Chi dovrebbe compiere questo miracolo? Prima di tutto le università di Cosenza, Catanzaro e Reggio, e varie, che invece sono più mute di un cimitero abbandonato con upupe; i giornali; le tv; e i dotti… già, i famosissimi dotti riuniti ad Africo per iniziare “una nuova narrazione della Calabria”, cominciando con i “prodotti tipici”: insomma, segue cena. Tutti costoro e altri dovrebbero piangere per la notizia, e mettere i propri cervelli al servizio della Calabria.
La politica? Ma dai: ogni politicante di sinistra o centro(destra) se la caverà dando la colpa al politicante di prima.
Non succederà niente, state tranquilli. Vibo resterà ultima; in compagnia di Napoli, Palermo, Catanzaro… e la Calabria parlerà d’altro.

Ulderico Nisticò

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