Come sarà organizzato il ritorno a scuola in Calabria?

“Possibile che a distanza di pochi giorni dalla riapertura delle scuole superiori, non si sappia ancora niente su come saranno organizzate le lezioni? Si faranno doppi turni? A che ora rientreranno a casa i ragazzi pendolari? E come torneranno, se il pomeriggio sono disponibili solo due pullman per i paesi?”.

A chiederlo è la mamma di un ragazzo pendolare, che frequenta un istituto superiore di Lamezia. La domanda è sempre la stessa, da giorni, ma ancora nessuno sa rispondere. C’è preoccupazione tra studenti e genitori sul prossimo ritorno in classe delle scuole superiori, dove la didattica a distanza è stata prorogata fino al 31 gennaio in attuazione del decreto emanato il 5 gennaio dal governatore f.f. Spirlì, a causa della peggiorata situazione epidemiologica in Calabria. La preoccupazione è dovuto anche al fatto che, negli ultimi tempi, a Lamezia, sono stati registrati nuovi casi positivi tra alunni e docenti, sia nel primo che nel secondo ciclo, che hanno comportato la chiusura di alcuni plessi.

Si fa riferimento proprio ai trasporti nella motivazione del provvedimento regionale, rimasto valido per le superiori anche dopo la sentenza di annullamento del Tar Calabria, che limitava la sospensiva a primarie e medie. “ La ripresa delle attività scolastiche in presenza- si legge nell’ordinanza- rappresenta una forte criticità, non tanto per il possibile contagio all’interno degli istituti nei quali si adottino pedissequamente le misure di prevenzione previste, quanto per la movimentazione delle persone che ne de deriva, per i possibili assembramenti nei pressi delle istituzioni scolastiche e nelle principali aree cittadine di fruizione dei mezzi di trasporto e, più in generale, per il cospicuo aumento della legittima circolazione delle persone fisiche”.

Prima di Natale, il governo nazionale aveva delegato ai tavoli tecnici regionali la risoluzione del problema. Tuttavia, pare che in Calabria nulla sia cambiato. Ce lo conferma Lucio Ficara, dirigente regionale della FLC Cgil, perplesso sul rientro in presenza delle scuole superiori. “Credo che la ripresa della scuola secondaria di secondo grado, dopo il lungo stop dal 26 ottobre all’1 febbraio per le scuole calabresi- dice Ficara- sia tutta in salita, se si pensa che, in questo momento, abbiamo anche scuole secondarie di primo grado costrette a chiudere per aumento del covid. Le problematiche di tracciamento che non sono state assolutamente risolte e c’è anche la criticità dei trasporti, che resta un problema ancora irrisolto”.

“Cosa molto grave – dice Ficara- Il tutto è legato al grande dimensionamento che in quest’ultimo decennio è stato fatto per le scuole calabresi, che ha chiuso plessi e scuole intere nei piccoli paesi e ha accentrato la scuola nei grandi centri, creando così un notevole aumento degli alunni pendolari, costretti a fare chilometri e prendere mezzi pubblici per poter andare e tornare da scuola. Bisogna dire, inoltre- aggiunge Ficara- che i trasporti, in Calabria, non si sono mai adeguati alle scuole, ma sono gli orari delle scuole che si adeguano al contesto dei trasporti. Anche in questa situazione d’emergenza, i trasporti rimangono il tallone di Achille, non si adattano alle esigenze scolastiche, ma è sempre l’orario scolastico che, attraverso riduzioni o slittamenti di orario, entrate o uscite anticipate, deve poter garantire la giornata scolastica. Ad oggi, il problema non è risolto. Si sarebbe potuto provvedere con le scuole di prossimità, aprendo i plessi che sono stati chiusi per non far viaggiare gli studenti e garantire il servizio nei piccoli centri. Ciò non è stato fatto, ma non è stato neanche pensato. I problemi della scuola calabrese sono gli stessi dell’inizio dell’anno scolastico, cioè di settembre 2020. Siamo a gennaio 2021 e i problemi dei trasporti sono identici e irrisolti. Io credo che vi sia una responsabilità che parte dai vertici del sistema scolastico nazionale e coinvolge naturalmente la politica regionale, che come sappiamo è in difficoltà per l’azione giudiziaria che ha colpito l’assessore al bilancio della regione Calabria”.

“Lo stesso assessore all’istruzione, Savaglio – puntualizza il sindacalista – non propone soluzioni, ma si limita a sostenere che la scuola possa essere riaperta, senza soluzioni in merito ai trasporti e ai tracciamenti”.

Secondo Ficara, “riaprire le scuole a febbraio è problematico. Se dovesse accadere, si rischierà di dover affrontare problematiche di quarantene, di contagi tra alunni e docenti, di un difficile tracciamento all’interno delle scuole, con l’aggiunta e l’aggravio degli orari scolastici sfasati per gruppi, con doppi turni fino al pomeriggio. Ciò aggiungerà al problema del contagio anche il quello del disagio”.