Comitato Trasversale delle Serre, oltre 600 adesioni in due giorni

La protesta contro la vergognosa situazione di stallo dei cantieri adesso è sostenuta anche da sindaci e amministratori locali

20160406_154236Oltre 600 adesioni in pochi più di due giorni. Il comitato spontaneo “Trasversale delle Serre, 50 anni di sviluppo negato”, costituitosi martedì scorso a Soverato, evidentemente ha colto nel segno. La vergognosa situazione di stallo dei cantieri, il disastro di un’opera che poteva segnare positivamente lo sviluppo dei territori lungo l’asse Jonio-Tirreno e che, invece, attende da mezzo secolo di essere realizzata, ha scosso le coscienze e mobilitato i cittadini. Anche  numerosi amministratori locali, in queste ore, stanno aderendo alla protesta. Il vicesindaco di Gagliato, Domenico Aspro, ha messo a disposizione la sala consiliare del suo comune per svolgere la prima assemblea del Comitato, in programma il prossimo 20 aprile alle ore 18.30. Il sindaco di Davoli, Giuseppe Papaleo, ha dichiarato pubblicamente il proprio plauso per l’iniziativa, rimarcando come “lo sblocco della Trasversale delle Serre aiuterebbe notevolmente il turismo lungo la fascia del Basso Jonio”. “Poter raggiungere l’autostrada in meno di mezzora – ha spiegato – agevolerebbe gli albergatori e tutta la nostra economia. Questa battaglia va aiutata e sostenuta”. Scopo del Comitato è quello di sollevare un caso nazionale attorno alla vicenda della Trasversale delle Serre, per sollecitare l’apertura dei tratti di strada già completati (come nella zona tra Gagliato e Argusto) e per riattivare un discorso progettuale anche per il tratto previsto tra Soverato e l’entroterra, ad oggi esistente solo come ipotesi su carta. Esistono, inoltre, problematiche di varia natura e blocchi dei lavori lungo tutto il tracciato. Particolarmente significativa è la situazione che si sta verificando tra Chiaravalle e Cardinale, zona viadotto Sant’Antonio, dove non si riesce a costruire un raccordo di poche decine di metri per mettere in funzione e collegare due tratti già, praticamente, finiti. Lo sdegno popolare riuscirà a smuovere qualcosa di concreto? “L’Anas, al momento, ancora tace – conclude il portavoce del Comitato, Francesco Pungitore – ma cresceremo così tanto che sarà costretta dalla forza dei numeri e dal peso della nostra protesta a darci delle risposte”.

 

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