Comitato Trasversale, nasce il gruppo di lavoro “Io voglio vivere qui”

Un laboratorio di idee per il rilancio dei centri storici e dell’entroterra, domani il primo incontro organizzativo a Soverato

sgròDa una costola della protesta nasce la proposta: “Io voglio vivere qui”. E’ questo il nome del laboratorio di idee per il rilancio dei centri storici e dell’entroterra costituito in seno al Comitato “Trasversale delle Serre – 50 anni di sviluppo negato”. In prospettiva si punta a creare una rete di imprenditori, professionisti, associazioni e cittadini, allo scopo di lavorare di pari passo con la mobilitazione, tutt’ora in atto, per sbloccare i cantieri della superstrada Jonio-Tirreno. La motivazione è semplice e scaturisce dai vivaci e affollati dibattiti che stanno accompagnando le azioni di lotta del Comitato. Non basta più avere solo l’infrastruttura se, poi, le comunità interessate non sono in grado di offrire anche opportunità di crescita economica e occupazionale, oltre che validi elementi di attrazione per turisti e nuove imprese. E’ questa l’ulteriore sfida impegnativa di cui il Comitato intende farsi carico: stimolare progettualità vincenti e positive da far viaggiare sulla futura Trasversale che verrà. Un primo incontro orientativo del gruppo di lavoro si svolgerà domenica sera (24 aprile) alle ore 19. L’appuntamento è un informale aperitivo sulla terrazza del Miramare di Soverato, promosso dall’imprenditore Giovanni Sgrò come delegato del Comitato al progetto “Io voglio vivere qui”. Parteciperà, tra gli altri, il presidente del Gal “Serre Calabresi e Alta Locride”, Renato Puntieri, che metterà sul tavolo le mille potenzialità racchiuse nella nuova programmazione comunitaria per finanziare concretamente idee e piani di sviluppo per l’entroterra e le aree rurali. “Vogliamo puntare su due grandi temi – ha preannunciato Sgrò. – Innanzitutto, l’ospitalità nei nostri centri storici. Ultimamente si parla così tanto, in tv, dell’emigrazione massiccia di pensionati italiani verso i paradisi fiscali dell’Est Europa. Ebbene, perché non indirizzare nelle nostre zone questo turismo della terza età. Qui da noi ci sono tutte le condizioni per vivere bene, in un ambiente tranquillo, pulito ed economicamente sostenibile. In secondo luogo, vorremmo stimolare il recupero delle campagne abbandonate e incolte, da destinare a cooperative agricole. Due obiettivi concreti e fattibili nell’immediato, che richiedono pochi sforzi organizzativi da parte degli enti locali ma, soprattutto, un coinvolgimento diretto dei cittadini, delle risorse umane necessarie per far ripartire lo sviluppo. Noi vogliamo vivere qui, e possiamo farcela con la grande voglia e la determinazione che abbiamo già dimostrato di poter mettere in campo nella battaglia per la Trasversale”.

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