Con gli occhi di Nicodemo, a Catanzaro

 Dopo aver affrontato il tema dei Magi, il 4 gennaio a Catanzaro, replicando a Chiaravalle, ecco, per volontà di S. E. Bertolone, la tragedia sacra “Con gli occhi di Nicodemo”: musica e canto, e testo di U.N.

 Due sono gli avvenimenti dell’antichità che conosciamo come cronaca: La congiura di Catilina e il Processo a Gesù. Di entrambi sono giunti a noi non solo i grandi fatti ma tanti particolari e tante figure in apparenza minori e fugaci, che però illuminano e sulle vicende e su aspetti universali dell’animo umano.

 Nicodemo, un giudeo dal nome greco, “Hellenistès”, appartiene a un ceto alto, è colto e membro del sinedrio. Assieme a Giuseppe d’Arimatea, e forse altri, vorrebbe forse schierarsi a difesa di Gesù, tuttavia non giunge alle estreme conseguenze. Non è paura, ma peggio: è l’accidia riflessiva, l’opportunismo, il perbenismo, il moderatismo, l’eterna indecisione dell’uomo troppo ragionevole; e tale atteggiamento si chiama, nella Dottrina cattolica, proprio nicodemismo. Ce ne sono di Nicodemi, nelle nostre città!

 Nel lavoro che andrà in scena il 6 aprile, è stata scelta questa originale interpretazione, che la Passione e Resurrezione vengano narrate nell’ottica di quest’uomo onesto e incerto, prigioniero della sua razionalità: vera metafora dell’uomo occidentale moderno, che sa e pensa troppe più cose di quante sia capace di controllare, e che si priva delle virtù dell’entusiasmo e dello stupore.

 Non è molto diverso da lui l’altro protagonista del dramma, Ponzio Pilato, l’onesto funzionario romano preoccupato solo di non sfigurare agli occhi dell’imperatore Tiberio; e, se potesse, evitare un fastidio.

 Sembra la metafora della vita contemporanea e dell’uomo sempre Buridano tra volere e non volere? Sì, lo è. E il Messaggio di Cristo non è per gli spiriti tiepidi, attendisti, indecisi e buonisti generici.

 Come nella congiura di Catilina compaiono figure per un momento protagoniste (accenniamo qui solo a Tito Volturcio di Crotone), così leggiamo, nei giorni della Passione, di tanti uomini, e donne, ciascuno dei quali è un piccolo mondo di squisita umanità: il cieco, la peccatrice, Claudia moglie di Pilato, Giuda, Annah e Caifa, Giuseppe, la Veronica, i due ladroni… Risplende l’animo delle donne: il sublime dolore di Maria, l’annunzio di gloria della Maddalena.

 L’evento troppo grande, infine, annichilisce Nicodemo, e lo costringe a strapparsi dal cuore il grigio della ragione; e, ormai anziano, proclamerà di essere stato travolto dalla Rivelazione.

 Giovedì 6, alle 18, chiesa del Monte di Catanzaro.

Ulderico Nisticò

 

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