Conclusa la formazione sulla disabilità all’IIS Costanzo di Decollarura

Si è conclusa la formazione sulla disabilità all’IIS Costanzo, dove tutti i docenti in servizio hanno partecipato ai corsi organizzati dalla scuola Polo per la formazione “Maiorana”.

Al “Costanzo”, istituto di istruzione superiore che accoglie molti alunni con fragilità, hanno partecipato tutti gli insegnanti, anche quelli specializzati per i quali la formazione ha rappresentato un’occasione di aggiornamento. Infatti, ad inizio d’anno il Collegio dei docenti ha deliberato, su proposta della dirigente Mongiardo, di inserire queste attività nel piano di formazione della scuola.

“La disabilità è un aspetto delicato e importantissimo della formazione scolastic- dice la preside Antonella Mongiardo- per tutti i docenti curricolari, non solo per chi ha classi con alunni fragili. Penso che tutti noi educatori dovremmo costantemente aggiornarci sulle tematiche legate all’inclusione e ai bisogni educativi speciali, affinché il potenziamento delle conoscenze teoriche integri l’esperienza sul campo. Che resta sempre, per me, la migliore formazione, soprattutto nell’ambito di attività pratiche e progetti educativi coinvolgenti, in cui gli insegnanti abbiano la possibilità di capitalizzare il bagaglio di conoscenze ed esperienze acquisite”.

Il decreto ministeriale 188 del 21 giugno 2021 ha previsto, per l’anno scolastico 2021/2022, una formazione obbligatoria di 25 ore per il personale docente impegnato nelle classi con alunni disabili.
Le lezioni sono state articolate in unità formative, con un impegno complessivo pari a 25 ore, tra sperimentazione didattica documentata e ricerca/azione, lavoro in rete, approfondimento personale e collegiale, documentazione e forme di restituzione/rendicontazione, progettazione. Lo svolgimento di tali attività formative è stato attestato dal Dirigente scolastico della scuola sede di servizio.

“Fin da subito – dice la preside Mongiardo- sono stata favorevole alla formazione sull’inclusione proposta dal ministero dell’Istruzione, perché questo motivo nel primo collegio di settembre abbiamo affrontato la questione delle 25 ore, anche al fine di risolvere in tempo l’impasse venutosi a creare inizialmente sull’allocazione temporale di queste ore”

Negli ultimi tempi, a livello istituzionale e normativo si sta cecando di avvicinare in maniera sempre più adeguata il mondo della disabilità, con interventi mirati a favorire l’integrazione sociale dei ragazzi disabili, come prevede anche il loro Progetto individuale.

“Sono da trentun anni docente di sostegno – dice il prof. Tommaso Porto Bonacci, dell’IIS Costanzo- e ho ritenuto che fosse una buona opportunità di aggiornamento per me questo corso organizzato dal Maiorana con la partecipazione di esperti dell’Erickson, da sempre al fianco della disabilità e pionieri dell’inclusione scolastica. Un’ottima occasione per aggiornarmi sulle tematiche dei bisogni educativi speciali e sulle novità normative riguardanti il mondo della scuola”.

Nel territorio lametino sono aumentati, negli ultimi anni, i casi di alunni con disabilità certificate. Questo dato non smentisce il trend nazionale, dal momento che, nelle scuole italiane, aumenta di anno in anno il numero degli alunni disabili. Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione, nel 2019 si è registrato un incremento di alunni disabili di 14.034 unità rispetto all’anno precedente.
“Nel pianeta “fragilità” – dice la preside Mongiardo- svolge un ruolo importante il docente di sostegno, non solo per il processo formativo dell’alunno diversamente abile, ma anche per promuovere il processo di inclusione scolastica. Questi docenti si prendono cura ogni giorno di bambini e ragazzi con diverse tipologie di bisogni educativi speciali. La complessità dell’attuale panorama culturale, pone l’esigenza di una formazione basata sull’inclusione e sulla consapevolezza che le diversità possono rappresentare una preziosa risorsa di crescita culturale e umana”.

Una criticità oggettiva è rappresentata dal fatto che troppi docenti, almeno il 40% del totale, sono ancora precari. Dal report sulla inclusione scolastica nel 2019, pubblicato dall’Istat emerge l’insufficienza di insegnanti specializzati, con il 36% dei docenti per il sostegno selezionato dalle liste curriculari; in Calabria la percentuale era del 16,1%. Il report ISTAT fotografava, poi, le criticità del pianeta disabilità dove si evidenzia che soltanto il 34,4% delle scuole in Italia risulta accessibile dal punto di vista fisico-strutturale.

In Calabria la situazione è fortemente precaria: il 57,1% delle scuole non è accessibile per la presenza di barriere fisiche mentre il 71,47% non lo è per la presenza di barriere senso-percettive che portano la regione ad essere ultima nel Paese. I dati mostrano come la barriera più diffusa nelle scuole italiane sia la mancanza di un ascensore o la presenza di un ascensore non adatto al trasporto delle persone con disabilità(63%).Meno frequenti sono le scuole sprovviste di bagni a norma (30%), rampe esterne (23%) o servo scala(21%).

Mesi fa, ha avuto molta risonanza il progetto POR con cui la regione Calabria, d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale, ha messo a disposizione delle scuole risorse per promuovere l’inclusione scolastica. I servizi, offerti a ragazzi, genitori e docenti, sono stati percorsi di formazione per docenti e attività di sostegno didattico, di ascolto e supporto psicologico finalizzati a contrastare la dispersione scolastica.

Intanto, sul fronte dell’inclusione si registrano criticità ancora irrisolte. Come scrive Guido Leone, ex dirigente tecnico dell’Usr Calabria, “il tema della disabilità continua ad essere uno dei più difficili da affrontare nel nostro sistema scolastico. Anche se esiste una normativa che esige la piena inclusione scolastica , sono evidenti e persistenti da tempo varie criticità di non poco conto, dalla insufficiente assistenza in classe alla presenza di barriere architettoniche, alla carente formazione degli insegnanti di sostegno, agli inadeguati e talvolta assenti servizi di supporto, come le varie indagini nazionali evidenziano impietosamente”.
“Per realizzare davvero l’inclusione– afferma Patrizia Costanzo, ex dirigente scolastica promotrice di importanti iniziative di inclusione anche fuori aula -bisogna superare la burocrazia e creare una rete di collaborazione efficace tra scuola, famiglia, territorio e istituzioni. Una formazione solo teorica rischia di essere un palliativo se non si crea la giusta sinergia tra tutti gli attori coinvolti. Ad esempio, a mio parere l’Asl dovrebbe riconfigurare meglio le proprie figure di supporto e garantire alle scuole una maggiore collaborazione. Ricordo che nel mio ultimo anno di servizio non ho mai potuto interloquire con gli assistenti sociali, nonostante i molti solleciti da me inoltrati. Ed è importante rafforzare i rapporti tra scuola e territorio, ad esempio coinvolgendo nelle riunioni dei gruppi di lavoro esperti di settore e rappresentanti di enti o associazioni, che possano creare con la scuola le condizioni per una integrazione del disabile anche dopo l’esperienza scolastica.

Personalmente – dice Costanzo – per sopperire a questa carenza, avevo provveduto a coinvolgere nei progetti scolastici anche ragazzi fragili che avevano già concluso il percorso, perché nelle periferie, purtroppo, al di fuori della scuola vi sono poche strutture sociali disponibili ad accogliere i disabili e, in certi casi, l’accoglienza è molto costosa e non tutte le famiglie possono permettersela”.