Conte Due

Se mai tra qualche tempo qualcuno, magari in possesso di carte, racconterà i fatti dell’estate 2019, non gliene importerà niente a nessuno. Li raccontiamo ora, senza carte e speciali informazioni, ma con qualche congettura.

1. Se Salvini voleva fare il Machiavelli della domenica, doveva costringere i 5st alla crisi, e non scatenarla lui quasi all’improvviso.
2. Vero che, se, aperta la crisi l’8 agosto, se il 9 fossimo andati a votare, Salvini avrebbe sbancato. Ma era abbastanza ovvio che il “sistema” mondiale e italiano proprio per questo avrebbe fatto di tutto, letteralmente di tutto, per non andare a votare.
3. Del resto, in una costituzione partitocratica (pudicamente, parlamentare), funziona esattamente come ha funzionato il 10 settembre: uno fa il governo, e arrangia voti alle camere, a seguito di accordi tra partiti. Funziona così dal 1948, anzi dal 1944. Funziona malissimo, ma è così.

4. Se avessimo votato il 9 agosto, il PD avrebbe messo assieme un 20,22%; i 5st, metà del 2018; FI, meno di Fratelli d’Italia. Ovvio che 5st e PD avrebbero impedito in ogni modo il voto.
5. Giovandosi degli attuali numeri, il Conte Due è legittimamente al potere. Qualunque cosa faccia, avrà il sostegno di tutti i poteri occulti e palesi: Europa, Vaticano, grande finanza, stampa, intellettuali, cuochi…
6. Persino Trump, mentre Putin non ha detto una parola. Questo è il vero mistero, non il parere di un cuciniere o di un cinematografaro o canzonettista. Qui non so che dire.

7. Con tutto questo, se andassimo a votare oggi, gli elettori se ne fregherebbero del parere di cuochi e poeti e filosofi, e voterebbero Salvini. Tra un anno, non so; tra due anni… Per quanto scritto al punto 2, PD e 5st faranno miracoli per evitare una crisi e le elezioni.
8. Il PD, erede di una lunghissima tradizione DC e PCI, è maestro nell’arte di mettere radici. Vedremo nomine a fiumi; premi letterari a scrittori piagnoni; interviste in ginocchio; benedizioni esplicite o sussurrate… I 5st si vedranno togliere la terra sotto i piedi, ma quando se ne accorgeranno sarà tardi.
9. Si scateneranno gli immigrazionisti, quelli in buona fede e perciò pericolosissimi, e i tantissimi in fede pessima e speranzosi di mangia mangia tipo Isola C. R. eccetera.
10. L’Europa ha fatto finta di accontentare l’Italia con un commissario, tale Gentiloni, ma mettendogli alle costole un vice che avrà il potere vero.

11. Il Sud? A sentire loro, tutti vogliono bene al Sud. Il problema è che il Sud non vuole bene a se stesso, e i suoi pensatori (della domenica) o mostrano nostalgie di una miseria spacciata per spirituale e sublime modello di vita; o sognano ricchezze future e passate, che mai furono e mai saranno; o inseguono Ulisse in qualcuno dei suoi innumerevoli sbarchi in Calabria. Nessun meridionalista pronunzia mai la parola lavoro, ben sapendo che, in tutti i dialetti, lavoro si traduce “hatica” con acca aspirata, assai aspirata; quando non è “travajjiu”.
12. Nessun ministro calabrese: e del resto, siamo seri, se domani facessero me presidente del Consiglio, seriamente credete che nominerei ministro uno dei politicanti calabri? Ahahahahahah! Vedrete però che spunterà qualche inutile sottosegretario. Abbiamo già visto.

Ulderico Nisticò