Coronavirus, il New York Times cita Jole Santelli: «Chiudendo la regione ha evitato il disastro»

Per Il New York Times Jole Santelli è stata decisiva nell’impedire il dilagare del Coronavirus in Calabria. Il giornale statunitense ha pubblicato nelle scorse ore un articolo in cui viene analizzato il progredire del Coronavirus in Italia.

Il punto di partenza nell’analisi sulle regioni meridionali del giornale americano riguarda proprio la diffusione del coronavirus in Calabria e in particolare il caso di una signora di San Lucido (zona rossa in provincia di Cosenza) la quale ha visto infettarsi i familiari e successivamente perso il lavoro ed ora vive delle donazioni delle associazioni di volontariato.

Traendo spunta da questa notizia, Jason Horowitz, autore dell’articolo, sottolinea come «gli italiani del sud stanno combattendo una guerra su due fronti, affrontando sia la furia del virus sia una crescente carneficina economica mai vista dalla fine della seconda guerra mondiale. Il coronavirus in Italia ha messo a nudo il problema più confuso e duraturo del Paese: la disuguaglianza economica e sociale tra nord e sud. L’assistenza sanitaria, in particolare, rimane un’area in cui un mix di mecenatismo politico, cattiva gestione e influenza del crimine organizzato ha lasciato molto indietro il sud».

Per il NYT «anche prima che il virus colpisse, gli ospedali della regione erano profondamente indebitati, sottoposti ad amministrazione esterna, ed i meridionali viaggiavano verso nord per le cure mediche». Ora, «con il piano del governo italiano di iniziare una riapertura graduale del paese il 4 maggio alcuni leader del sud sono spaventati dal potenziale del virus di devastare le loro regioni. La diffusione del virus in Calabria «sarebbe stata una catastrofe», ha detto Jole Santelli, presidente calabrese, che ha compiuto il drastico passo di chiusura dell’intera regione a marzo, contribuendo a prevenire un disastroso scoppio. «Ma il danno economico – ha detto – sarà enorme. La signora Santelli, il cui ufficio è simile a quello di un governatore americano, ha dichiarato di aver chiuso la Calabria per paura che i lavoratori infetti di ritorno dal nord distruggano un sistema ospedaliero “piuttosto debole”».

Nel prosieguo dell’articolo, poi, Jason Horowitz ha raccontato quanto accaduto a Cetraro dove «nell’ospedale la comparsa di un singolo paziente Covid ha costretto a chiudere l’intero Pronto Soccorso e a disinfettarlo completamente perché gli amministratori non avevano impostato un percorso distinto per evitare la contaminazione. Se l’ondata di contagi del nord arrivasse qui – ha dichiarato nell’intervista al New York Times un medico 60enne di Cetraro, Pino Merlo – non saremmo in grado di resistere».