Corruptissima republica, plurimae leges

Offro un caffè a chi si ricorda dei bollini dietro le auto: una legge degli anni 1970, che quasi nessuno prese in considerazione, e che subito cadde nell’oblio. Ebbene, se oggi un agente se ne sovvenisse, e multasse l’incauto conducente, avrebbe perfettamente ragione! E, in caso di ricorso, un giudice che annullasse la multa commetterebbe un reato.

È solo un esempiuccio tra i mille, anzi, qualcuno calcolò già tre decenni fa, 150.000, centocinquantamila leggi che vagano per l’Italia; e intanto saranno diventate di più. La loro applicazione o meno è come i bollini: dipende dalla memoria o meno di giudici e agenti, quindi dal purissimo caso.

A Catania, il procuratore archivia il caso Salvini e tre giudici lo vogliono incriminare; e siccome chi di leggi colpisce di legge perisce, ecco che la nave… no, lo yacht (così c’è scritto: ahahahahah) delle ong resta in blocco e in porto per parecchie irregolarità, la prima essere, secondo la legge, una lussuosa imbarcazione per miliardari, e di fatto una carretta che tiene il mare per scommessa!

Dura lex, sed lex! E non sta scritto da nessuna parte che se io vado in giro senza assicurazione e con le gomme lisce, basta dire che vado a salvare persone, e divento improvvisamente legale. Se no lo facciamo tutti, e addio multe.

Cornelio Tacito (58-120 circa) fu, prima di uno storiografo e politico e politologo, un avvocato, e perciò la sapeva lunga sulle leggi, non in teoria ma nella loro applicazione. Ci informa così che “più uno Stato è corrotto, più leggi si fanno”.
Da politologo, ci spiega anche perché: “non modo in commune, sed in singulos latae quaestiones”; ovvero, si iniziò a far leggi non di carattere universale, ma per favorire Questo o Quello o una categoria particolare.

Negli anni allegri 1070-90, quando volevano assumere il nipote di un ministro, usciva una legge “Coloro che si sono trovati a fare supplenza alle ore 09.00 del giorno x”, ed ecco assunto in ruolo il nipote. Ma siccome quel giorno x alle ore 09.00 c’erano, per caso, altri mille supplenti, eccoli tutti di ruolo, e così iniziò la bidellizzazione e la rovina economica del Meridione!

Esempio finale, il sindaco di Palermo, Orlando Cascio. Costui ha, in modo del tutto illegale, iscritto quattro stranieri all’Anagrafe del Comune. Fin qui, è solo una sparata per uscire sui giornali. Ma se un domani Orlando Cascio manderà a quei quattro il certificato elettorale, e dovese vincere le elezioni – il diavolo ci metta la coda – per quattro voti, state tranquilli che un qualsiasi giudice di pace le annulla; e Orlando Cascio passa dei guai per aver violato una raffica di leggi a partire da quella De ambitu del 358 a.C., preceduta da un plebiscito del 432.

Insomma, bisogna cancellare un mare di leggi inutili, e riscrivere quelle che restano: come fece Giustiniano. A proposito, le leggi romane le firmavano gli imperatori, ma le scrivevano i grandi giurisperiti. Ecco, proprio di giurisperiti siamo desolatamente privi, e, in cambio, abbiamo avvocaticchi e azzeccagarbugli. Tacito, dove sei?

Ulderico Nisticò

 

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