Un terremoto giudiziario scuote il distaccamento della Polizia Stradale di Brancaleone. Il Sostituto Commissario a capo della struttura è finito agli arresti domiciliari con accuse pesantissime: avrebbe trasformato la sua funzione pubblica in uno strumento di profitto personale, garantendo favori illeciti in cambio di denaro.
L’indagine: intercettazioni e documenti
L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Locri su richiesta della locale Procura, è stata eseguita all’alba dai militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Locri. L’inchiesta, definita dagli inquirenti “delicata e complessa”, non si è basata solo su testimonianze, ma su un solido impianto probatorio costituito da:
Intercettazioni telefoniche e telematiche: mesi di conversazioni che avrebbero cristallizzato gli accordi illeciti.
Acquisizioni documentali: verifiche incrociate su atti d’ufficio che sarebbero risultati falsificati.
Il sistema dei favori: alla guida senza patente
Il quadro delineato dall’accusa è inquietante. Secondo gli inquirenti, il dirigente avrebbe garantito una sorta di “protezione” a soggetti che non avrebbero potuto circolare. Tra i favori più gravi contestati, figura la concessione del permesso di continuare a guidare anche a conducenti privi di patente, il tutto dietro il pagamento di mazzette.
I reati contestati al pubblico ufficiale sono:
Corruzione
Concussione
Falsità in atto pubblico
Un’inchiesta ad ampio raggio
Sebbene il Sostituto Commissario sia l’unico destinatario della misura cautelare restrittiva, l’indagine coinvolge un numero ben più ampio di persone. Risultano infatti indagati altri venti soggetti, tutti esterni all’amministrazione della Polizia di Stato, che avrebbero beneficiato del sistema corruttivo o fatto da intermediari.
La Procura di Locri, in una nota ufficiale, ha sottolineato come l’operazione punti a ripristinare la legalità in un settore nevralgico per la sicurezza pubblica, evidenziando il tradimento dei doveri d’ufficio da parte di chi avrebbe dovuto far rispettare il Codice della Strada.
Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e, in attesa di giudizio definitivo, vale per l’indagato la presunzione di innocenza.