Dopo le istanze presentate, la petizione popolare e un confronto diretto e costruttivo con il Sindaco, la proposta di modifica della toponomastica del Corso Umberto I è stata ritirata.
È un risultato che segna un passaggio importante per la nostra Città: la voce dei cittadini è stata ascoltata.
La mobilitazione spontanea, il notevole riscontro della petizione e i sondaggi che hanno chiaramente espresso la volontà della maggioranza dei soveratesi hanno dimostrato un punto fermo: Corso Umberto non si tocca. Non per chiusura o per contrapposizione, ma per rispetto della nostra identità storica e del cuore simbolico di Soverato.
Abbiamo ribadito sin dall’inizio che non esiste alcun veto verso l’intitolazione ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, figure altissime della Repubblica e simboli universali di legalità. Al contrario, riteniamo che la loro memoria meriti uno spazio dedicato, individuato con condivisione e visione, capace di generare percorsi culturali e iniziative di autentico impatto sociale.
Il punto centrale è sempre stato uno: preservare il nome storico del Corso Umberto I, elemento identitario che appartiene alla memoria collettiva della comunità.
Questo esito rappresenta una vittoria della partecipazione democratica e del dialogo istituzionale. Quando cittadini e amministrazione si ascoltano reciprocamente, la politica ritrova il suo significato più alto.
Ringraziamo il Sindaco per l’apertura al confronto e per aver compreso la sensibilità diffusa in Città. Oggi Soverato dimostra che la propria storia non è divisiva, ma unisce.
Il percorso non si chiude qui: oggi, con spirito costruttivo, è stata individuata insieme una soluzione condivisa che onori degnamente Falcone e Borsellino, senza cancellare un pezzo della nostra identità.
Sarà la Villa Comunale ad essere intotolata, luogo adatto alla riflessione, all’aggregazione e alla legalità!
Perché la memoria si costruisce aggiungendo, non sostituendo.
Azzurra Ranieri – Capogruppo Minoranza Città di Soverato