Cosa fare, in Terra Santa?

 Nel 1878 l’Europa stava andando in fiamme per i Balcani, dove, come da secoli e anche oggi, tutti gli innumerevoli popoli e aspiranti entità statali avevano ragione, e tutti torto. Bismarck, cancelliere dell’Impero di Germania, che appena otto anni prima aveva formato con la guerra e intendeva mantenerlo con la pace, convocò un Congresso di Berlino, e, con una matita, segnò i confini e salvò l’Europa fino al 1914. Perché non si può fare una cosa del genere con la Terra Santa? Beh, presto detto:

  1. Bismarck, nel 1878, non aveva la benché minima simpatia o antipatia per Albanesi, Bosniaci, Bulgari, Cossovari, Croati, Greci, Montenegrini, Romeni, Serbi, Turchi, eccetera; e non teneva in alcuna considerazione le loro dichiarazioni di veri o presunti diritti e di vantata storia più o meno antica.
  2. Gli attuali politici europei e mondiali non valgono nemmeno un pelo dei baffi di Bismarck, e non godono minimamente del suo prestigio.
  3. La politica estera degli Americani ed Europei è inficiata da una cosa che con la politica estera non ha niente a che vedere: l’ideologia.
  4. Le sinistre, o quel che rimane, hanno creato una fantasia secondo la quale i Palestinesi sarebbero dei proletari in lotta contro i capitalisti, il che non è assolutamente rispondente al vero. I Palestinesi sono una nazionalità di lingua araba; e nemmeno islamici, perché molti di loro sono, da duemila anni, cristiani.
  5. Le destre, la cui politica, dal 1945, è dire sempre il contrario delle sinistre, hanno adottato lo Stato d’Israele, e lo approvano qualunque sciocchezza faccia e qualunque bombardamento.
  6. NOTA: Non hanno mai consultato i loro elettori, le destre, o sai che sorprese…
  7. Gli Stati Uniti, si scopre oggi, mandano ad Israele quattro miliardi di dollari l’anno.

 Ora, provate a immaginare che questi quattro miliardi di dollari non arrivino a Tel Aviv: il potentissimo esercito israeliano dovrebbe mandare avanti a spinta i carri armati, giacché il territorio non solo non produce petrolio, ma nemmeno acqua, e tanto meno latte e miele.

 Lo stesso per i Palestinesi, i quali non si sa come campino.

 Si deduce da ciò che il mondo avrebbe tutte le armi più efficaci, per imporre la pace. Perché non lo fa?

 Ma perché Israele e Palestinesi godono di indebite simpatie politiche, giornalistiche, cinematografiche, il che impedisce ogni serio intervento, e crea confusione mentale.

 Bisogna invece riunire un Congresso internazionale, il quale stabilisca: a) lo Stato palestinese subito; b) i confini; c) che Israele e Palestina non sarebbero due entità metafisiche, ma due Stati esattamente come tutti gli altri, quindi con doveri e diritti internazionalmente riconosciuti e garantiti e imposti; d) che i loro cittadini non sono da meno o di più dei cittadini di qualsiasi altro Stato, e quindi portatori di doveri e diritti.

 Punto e) conclusivo: il mondo intero deve far sapere, a bocca piena, che è stufo di rischiare una guerra ogni sei mesi per motivi che, se amplificati dai giornali e dai politicanti, paiono importantissimi, ma sono oggettivamente di scarsissimo rilievo. Così ragionava, nel 1878, Bismarck.

 Ah, dimenticavo: ONU ed Europa disUnita contano meno di zero. L’Italia… non pervenuta.

Ulderico Nisticò