Covid-19. Tre autrici calabresi per “Le parole della crisi”


1 libro, 5 sezioni, 48 brevi capitoli, 91 voci da 8 diversi Paesi e 3 continenti e tra gli autori anche 3 calabresi.

 DANIELA ARLIA, classe 1993, di Paola (CS), dottoranda di ricerca in Economia presso la Aix-Marseille School of Economics, EHESS, CNRS e membro del CEST – Centro per l’Eccellenza e gli Studi Transdisciplinari, dialoga con RITA SCIARRA, team leader Inclusive Growth and Poverty Reduction, Regional Hub for Latin America and the Caribbean presso l’UNDP – United Nations Development Programme, sugli effetti del Covid-19 sulle diseguaglianze in Italia.

CARLA SCIARRA, classe 1993, di Altomonte (CS), dottoranda di ricerca in Ingegneria per l’ambiente e il territorio presso il Politecnico di Torino, dialoga con Paolo Mulassano – responsabile Obiettivo Pianeta e Direzione Innovazione d’Impatto presso la Fondazione Compagnia di San Paolo – e Fulvio Bersanetti – program Officer Direzione Innovazione d’Impatto presso la Fondazione Compagnia di San Paolo di Torino – su come la centralità delle competenze, l’adozione di strumenti innovativi e strategici debbano essere leva per lo sviluppo territoriale e globale in modo sostenibile.

 “Le parole della crisi, le politiche dopo la pandemia” è un libro di divulgazione scientifica a cura di Massimiliano Malvicini, Tommaso Portaluri, Alberto Martinengo, scritto per aiutare i lettori ad analizzare meglio la pandemia e le sue conseguenze, riflettendo su come sarà il futuro che ci aspetta. Un futuro tanto meno problematico quanto più sapremo cogliere ciò che una pandemia arrivata all’improvviso può insegnarci.

Le 5 sezioni del libro guidano il lettore in una riflessione a 360 gradi sul Covid, le sue conseguenze e le prospettive per il mondo spaziando dall’ambito giuridico-istituzionale a quello politico e internazionale; da temi medico e tecnico-scientifici a quelli economico-finanziari ma anche sociali e culturali.

Ogni capitolo affronta il tema da un differente punto di vista. Si parla delle sfide tecniche del vaccino con Peter Doherty, Premio Nobel per la medicina; di tracciamento e mascherine con l’epidemiologo Carlo La Vecchia; di scienza e politica con il filosofo Massimo Cacciari; del ruolo delle assicurazioni con il CEO di Zurich Mario Greco…

Grandi nomi accanto a giovani idee, tutte utili a disegnare il quadro di uno dei periodi più confusi e frenetici degli ultimi 70 anni della storia del mondo. Rettori, scienziati, filosofi ma anche giornalisti insieme a studenti, dottorandi e ricercatori. Tante voci ed un solo macro-argomento: il Covid-19.

La formula di dialogo proposta dal libro è interessante: un grande personaggio accademico e un giovane studioso sono co-autori di ogni capitolo; perché se c’è una cosa che la pandemia ha aiutato a capire è che unendo le idee e confrontando i punti di vista si può arrivare più velocemente alle soluzioni.

Gli autori arrivano dalle più famose Università del mondo – Oxford, Hardvard, Yale, Princeton, ETH Zürich –  ma anche da Enti di Policy e Organizzazioni internazionali – Corte Costituzionale, Parlamento Europeo, Ocse – e coprono una grande vastità di temi, dal diritto penale alla politica monetaria, dagli aspetti epidemiologici al teatro, dalla simulazione informatica alla musica, dai modelli matematici al sexworking, dal welfare al management sanitario.

Quello che emerge è un quadro semplice, chiaro, che aiuta a comprendere e mettere a sistema parole e concetti che spesso emergono, negli articoli, nei servizi televisivi e nei talk show, che arrivano in tutte le case ma non sempre con il dovuto approfondimento: recovery fund, contact tracing, numero di riproduzione di base (R0), test molecolari e test sierologici, bilanciamento di diritti costituzionali.

Il messaggio alla base del libro, fortemente sentito dai tre curatori è anche alla base del CEST – Centro per l’Eccellenza degli Studi Transdisciplinari, Associazione della quale fanno parte i giovani autori: la ricerca è un’occasione per tutti; per il pubblico innamorato della cultura, per i divulgatori che la trasmettono, per gli studenti che la incontrano nelle università, per gli studiosi che ne hanno fatto una professione.

In un periodo storico caratterizzato da caos informativo e fake news, il ruolo degli accademici diventa fondamentale, perché soltanto attraverso un’informazione responsabile e inclusiva sarà possibile dotare le istituzioni e i cittadini degli strumenti opportuni per affrontare le molteplici sfide imposte dalla convivenza con il Covid-19.

Il progetto è promosso dal CEST con il contributo della Fondazione CRT e della Fondazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro.