Cravatta senza scarpe alla Regione Calabria

Immaginate un distinto signore con cappello, giacca, camicia e cravatta, che però abbia dimenticato pantaloni e mutande e calze e scarpe; e tuttavia se ne vada in giro come fosse vestito di tutto punto. Ecco, questa è la situazione della Calabria in vista delle prossime (???) regionali.
Di cravatte, ne abbiamo, e variamente colorate:

• Oliverio, che ha un certo seguito a sinistra (e non solo), però è stato fiondato a morte… dal PD. I suoi amici, cento sindaci e vari altri, vogliono le primarie; il PD, sapendo di straperderle, no!
• Occhiuto, che sarebbe voluto da F. Italia, però non dalla Lega.
• Abramo, che non si sa di che partito sia, però si vorrebbe candidare: l’ultima volta fece pena, però non si può mai dire: ahahaha.
• Ferro, che ogni tanto spunta, non è chiaro se sul serio…
• Callipo, se faranno un finto accordo 5 stelle – PD senza partiti: ahahahah; anche lui si candidò, ricordate?
• XXX della società civile. Grazie, no: con i filosofi e antropologi e storici e poeti e scienziati e giudici abbiamo già riso e pianto abbastanza.
• Ogni tanto fa cucù quell’allegrone di Corbelli, vera piaga sociale di giornali e tv calabresi. A proposito, che fine ha fatto il cimitero che dev’essere pronto per Natale? Ahahahahahahahahah!
• E la Vono? E già, anche Italia Viva (beh, diciamo in coma farmacologico!) potrebbe voler dire la sua. Così la Vono, se diventasse presidente, potrebbe a Germaneto fare quello che fece al senato: niente. A proposito, ditele che quando io la sbeffeggio, firmo.

E le scarpe? Costoro, tutti costoro, ignorano totalmente l’esistenza di qualche idea, di qualche programma, di qualche proposta per la Calabria. La quale Calabria è la terzultima su 360 regioni d’Europa, e ciò per merito di questi illustri signori: A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G., Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio di centrosinistra, e G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti e Stasi di centro(destra); e annessi e connessi e parenti e vicini di casa.

Comunque non è vero che tutti sono privi di un programma: Corbelli vuole il cimitero. Terque quaterque… il resto, in privato.
Per i vivi, nessuno, Corbelli in testa, ha una qualsiasi opinione di come aiutare questa terra a campare.
In Calabria, del resto, si è sempre fatto così: prima il presidente o sindaco; poi gli assessori; poi i parenti e amici da sistemare; poi, poi, poi… ma solo poi, si trova qualche disgraziato di intellettuale che scriva il programma: lotta alla mafia, giustizia sociale, ritorno degli emigrati, ecologia, etologia (non sanno cos’è, però il gioco fonetico è musicale), sanità… “e du’ ova”, motteggiano a Lucca.

La cultura, soprattutto la cultura: siamo o non siamo la Magna Grecia? Ad Africo, prodotti tipici. Solo la cultura salverà la Calabria: così scrive l’intellettuale, sperando che la sua cultura (???) gli procuri uno stipendiuccio e un premio letterario per libro di poesie inneggianti al suicidio. Degli altri.
Così i candidati avranno anche un programma. Non lo leggerà nessuno, non ci crederà nessuno ammesso che lo si legga; ma non succede.

In una terra seria, e in attesa di elezioni, sarebbe stato logico che si parlasse con largo anticipo di che fare. E chi ne doveva parlare? Ma giornali, tv, università, ecclesiastici, pensatori, economisti, scienziati, storici… Muti, tutti muti!
La sola preoccupazione, chi, quale persona con indirizzo e numero di telefono: cioè, a quale persona poi andarsi a raccomandare.

Ulderico Nisticò