“Cronometro e silenziatori: a Chiaravalle la democrazia viene imbavagliata”


Quanto accaduto 11 giugno 2026 in Consiglio comunale non è solo un “fatto grave”: è una vergognosa mortificazione delle istituzioni. Durante la discussione sul rendiconto di gestione 2025, la democrazia a Chiaravalle è stata calpestata.

Da ex assessore, ex consigliere e oggi Coordinatore cittadino di Noi Moderati, non ho mai assistito a uno spettacolo così desolante. Non stiamo parlando di una pratica burocratica, ma del documento contabile che certifica le scelte politiche di un’intera amministrazione. Eppure, si è scelto di soffocare il diritto di parola, trasformando l’aula consiliare in un teatro di repressione.

Limitare il tempo di parola a un consigliere su un tema cruciale come il bilancio, fino ad arrivare all’assurda richiesta di intervento delle forze dell’ordine, è un atto di prepotenza inaudito. È il segnale inequivocabile di un’amministrazione che non ha argomenti e che, per paura del confronto, preferisce il pugno duro.

Ho vissuto gli anni del confronto aspro, dove anche su temi tecnici si discuteva fino a notte fonda. C’era tensione, certo, ma c’era rispetto: per l’aula, per il ruolo di ogni consigliere e, soprattutto, per i cittadini. Oggi, invece, domina la logica del silenziatore. Si vuole chiudere tutto in pochi minuti, evitando ogni contraddittorio.

Chiudere la bocca a un consigliere non è solo un atto autoritario contro il singolo: è un insulto al popolo che quel consigliere rappresenta. Negare persino la possibilità di allegare agli atti un documento di osservazioni sul rendiconto è il tentativo goffo e meschino di cancellare ogni traccia critica.

Il rendiconto non è proprietà privata della maggioranza: appartiene alla città. Pretendere di blindarlo, senza discussione e con atteggiamenti muscolari, è un’offesa alla trasparenza.

La democrazia non si misura col cronometro, né si gestisce con la forza. Si misura con la capacità di ascoltare e di reggere il peso di un confronto reale. Chiaravalle merita un Consiglio vivo e libero, non un’aula ridotta a ufficio di ratifica dove ogni voce di dissenso viene trattata come un fastidio da eliminare.

Vincenzo Fabiano
Coordinatore cittadino Noi Moderati – Chiaravalle Centrale