CSM e Giustizia discutibile

L’ultimo episodio è boccaccesco. Fuzio, procuratore della Cassazione e come tale membro del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), impallinato nell’ala, aveva trovato il modo di cavarsela con il trucchetto della pensione anticipata: Fornero, dove sei? Il presidente della Repubblica, che è anche presidente del CSM, ne lodò al volo le virtù e il senso di responsabilità; mezzora dopo, la procura di Perugia iscrive Fuzio nel registro degli indagati. Che mira, Mattarella! È un caso di culpa in vigilando? Boh, vedete voi.

Non stiamo parlando di periferie abbandonate, ma del CSM, il massimo livello della Magistratura: e non parliamo di Palamara che si accordava con politicanti del PD per le nomine; e il bello è che Palamara è di centro, manco un giudice rosso! Ma si vede che la buona cena mette d’accordo tutti, comunisti e non.

Come fa un giudice a essere di centro o di destra o di sinistra? La faccenda in sé mi irrita profondamente, perché in sfacciata contraddizione con l’imparzialità del giudice. E mi adiro a sangue pensando che, di fatto, esistono due CSM: il CSM e l’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), che dovrebbe essere un’associazione privata come la bocciofila sotto casa, e invece è il luogo di accordi e non sappiamo che.

Aggiungete le critiche che da decenni avvolgono l’amministrazione della Giustizia in Italia, che così si riassumono:

• lentezza e farraginosità dei procedimenti;
• lassismo e buonismo di parecchi giudici e incertezza della pena anche dei condannati;
• interpretazione ideologica delle leggi, con lotteria secondo quale giudice capiti;
• non frequenti, ma non rari casi di corruzione di magistrati.

Serve, urge una riforma della Giustizia:

1. estensione del metodo Fuzio… sì, attenti, non sono impazzito: favorire i prepensionamenti, le quote cento, le quote 50 e 25, purché tanti demotivati e ignoranti ed eventuali code di paglia se ne vadano a casa;
2. ripensamento delle circoscrizioni territoriali, che, nel Meridione, risalgono ai tempi di Murat;
3. netta delimitazione del potere dei giudici di interpretazione delle leggi; e perciò servono leggi brevi e chiare, con il minimo spazio possibile per cavilli e giochini ideologici;
4. riforma del CSM; e restituzione dell’ANM a quello che è e dev’essere: un’associazione privata come il circolo del tennis, priva di ogni funzione e dignità pubblica: e se sparissero le correnti, i cittadini avrebbero meno sfiducia nella Giustizia.

Ulderico Nisticò