Dal mondo alla Calabria: così “Make a Wish” realizza i sogni dei bimbi calabresi

Da Scalea a Villa San Giovanni per realizzare un sogno. O meglio, per aiutare i bambini che soffrono di una patologia grave o cronica a realizzarlo. Sono gli aspiranti volontari di “Make a Wish”, l’associazione che è nata nel 1980 a Phoenix, in America, e che ha diramazioni in cinquanta Paesi del mondo, Italia compresa. Alla chiamata di “Make a Wish” Italia, arrivata per la prima volta in Calabria dalla lontana Genova, non hanno saputo resistere: ritrovarsi tutti e undici a Lamezia Terme, nella sede territoriale del Centro Servizi al Volontariato della provincia di Catanzaro, ognuno con le proprie storie, anche di dolore (tra questi la madre di un ragazzo che aveva realizzato il suo desiderio, incontrare il calciatore Cristiano Ronaldo), per imparare a portare allegria e conforto a bambini sofferenti ed alle loro famiglie, ha rappresentato per Luca Talamazzi, responsabile del reclutamento dei volontari per conto dell’associazione, una buona base di partenza.

Finalmente anche i bambini calabresi potranno vedere realizzati i propri sogni attraverso le segnalazioni provenienti dagli ospedali in cui sono ricoverati, ma anche da tutti coloro che sono a conoscenza di una storia e di un desiderio che meritino di essere raccontati. Una volta “selezionato” il sogno (non tutti, infatti, possono essere realizzati, sia per motivi economici che per motivi legati alla malattia del bambino), i volontari faranno parte del “processo di accompagnamento” al desiderio, che è di certo più importante della realizzazione del desiderio stesso. E’ in quella fase, infatti, che il bambino viene distolto mentalmente dal pensiero della malattia per concentrarsi su qualcosa di bello, che possa restituirgli, almeno per qualche tempo, un po’ di normalità.

E’ compito del volontario incontrare il bambino e la famiglia, dargli fiducia e stimolare la sua creatività per prepararsi al “giorno del desiderio” con trepidazione e gioia, riempiendo di oggetti e disegni “la scatola del desiderio” che verrà donata ad inizio percorso. L’importante è che il sogno sia quello del cuore, e non sia condizionato da alcuno. Nel 2018 “Make a Wish” Italia ha realizzato il 2000° desiderio dalla sua fondazione (avvenuta nel 2004, per volontà di Fabio e Sune Frontani in ricordo della figlia prematuramente scomparsa), ma intende realizzarne molti di più: in tutto il mondo, invece, sin dal 1980, i desideri realizzati sono stati 480mila, grazie all’impegno di 45mila volontari.

Ed ora anche per i bimbi calabresi si apre l’opportunità di veder realizzati i propri sogni nella terra di origine, potendo contare sulla vicinanza dei volontari, calabresi come loro, che, in affiancamento agli operatori di “Make a Wish”, manterranno sempre vivo il “desiderio” senza fare mai un accenno alla malattia. L’intento è proprio questo: fare in modo che il periodo di “preparazione” sia vissuto con un’ansia positiva che di certo stimola il meccanismo di ripresa e di sopravvivenza in chi sta affrontando una terribile prova di vita, nonostante la giovanissima età.

E molti ce la fanno, anche grazie all’entusiasmo che, nel prepararsi all’incontro con il calciatore, il cantante del cuore o addirittura Papa Francesco, suscita in bambini così provati. C’è poi chi – come ha raccontato Luca Talamazzi – ha chiesto in sogno una cameretta nuova, con i colori della squadra del Napoli (e tutto il team di “Make a Wish”, assieme ai volontari, si è prodigato nel far trovare, nel giorno del desiderio, anche il calciatore Cannavaro sul letto), chi semplicemente una mucca da donare al proprio paesino d’origine, in una zona sperduta del Kosovo.

E c’è chi, per incontrare l’adorata Katy Perry, si è preparata per due anni per girare un video che la vedeva come protagonista intenta a ballare, nonostante le iniziali difficoltà a stare in piedi. I sogni sono sempre diversi, ma da oggi “Make a Wish” potrà contare su un numero di volontari pronti fin da subito a raggiungere i bambini calabresi che verranno segnalati: e al momento di prendere commiato dal primo incontro, gli aspiranti volontari non hanno nascosto i propri occhi lucidi nel consegnare il modello di adesione al progetto dell’associazione.