C’è un nome che ricorre con insistenza nei corridoi del Dipartimento della Sicurezza Interna, evocato come l’architetto operativo di quella che si preannuncia come la più imponente operazione di rimpatrio nella storia degli Stati Uniti.
È quello di Greg Bovino, 55 anni, l’italoamericano a capo della Border Patrol, l’uomo scelto da Donald Trump per trasformare le promesse elettorali in una realtà di muri, pattugliamenti e voli charter verso il sud.
Il paradosso del sogno americano
La storia di Bovino è, per ironia della sorte, la quintessenza del “Melting Pot” americano. Mentre oggi coordina le operazioni anti-immigrati nelle principali città e lungo i confini, il suo albero genealogico affonda le radici nella medesima disperazione che oggi cerca di arginare.
Il suo bisnonno, Michele Bovino, lasciò la Calabria all’inizio del secolo scorso, sbarcando in Pennsylvania con poco più di una valigia e la speranza di una vita migliore. Un secolo dopo, il suo pronipote è l’ufficiale incaricato di chiudere quella stessa porta che permise alla famiglia Bovino di diventare parte del tessuto sociale americano.
L’uomo della “Linea Dura”
Perché Trump ha puntato proprio su di lui? La risposta risiede nella reputazione che Bovino si è costruito sul campo. Veterano della polizia di frontiera, è descritto dai suoi colleghi come un operativo pragmatico, poco incline ai compromessi politici e profondamente convinto che la sicurezza nazionale passi per il controllo totale dei flussi migratori.
Secondo fonti vicine alla transizione presidenziale, Bovino avrebbe già elaborato un piano d’azione che prevede:
L’identificazione di “hotspot” urbani dove la presenza di immigrati irregolari è più alta.
L’incremento massiccio delle risorse tecnologiche per il pattugliamento.
Un coordinamento senza precedenti tra polizia federale e autorità locali (laddove non ostacolato dalle cosiddette “città santuario”).
Un mandato senza precedenti
Il compito affidato a Bovino non è solo logistico, ma simbolico. Trump vede in lui il volto di un’America che “torna all’ordine”, un ufficiale che non esiterà ad aumentare drasticamente il numero delle espulsioni.
Mentre le organizzazioni per i diritti umani affilano le armi legali, Greg Bovino resta al centro del mirino, rappresentando la contraddizione vivente di una nazione costruita da immigrati che oggi, per bocca del suo leader, chiede di fermare l’immigrazione. Il bisnonno Michele cercava il sogno; il pronipote Greg ha il compito di gestirne il risveglio più brusco.