Dalle targhe trafugate allo sparo nel buio: l’inspiegabile addio del brigadiere Mastroianni


Un controllo stradale di routine trasformatosi in tragedia apre un’inchiesta densa di interrogativi. Sabato 31 gennaio, il brigadiere Battista Mastroianni, 39 anni, si è tolto la vita con la pistola d’ordinanza dopo essere stato fermato dai colleghi a Lamezia Terme.

​Il Controllo e il Gesto Estremo
​Intorno alla mezzanotte, i carabinieri hanno fermato la Fiat Punto di Mastroianni, rinvenendo a bordo due targhe appartenenti a una Fiat Panda a noleggio in uso ai vertici dell’Asp di Catanzaro e di Azienda Zero. Le targhe erano state trafugate dall’auto del manager Gandolfo Miserendino nei pressi della stazione ferroviaria.

Mastroianni, dopo essersi identificato come militare, è stato invitato a seguire la “gazzella” in caserma per chiarimenti. Tuttavia, durante il tragitto verso il comando, il brigadiere ha improvvisamente accostato nei pressi del cimitero di Sambiase, esplodendo il colpo fatale.

​Le Ombre sull’Inchiesta
​La Procura di Lamezia Terme ha blindato il caso, ma i punti oscuri restano numerosi:
​Il movente: Perché un militare stimato possedeva quelle targhe? Erano destinate a un uso illecito o si è trattato di un errore isolato?

La procedura: Gli avvocati della famiglia, Ilario Circosta e Giuseppe Calderazzo, chiedono perché al militare non sia stata sottratta l’arma dopo il ritrovamento della refurtiva.
​I rilievi: La difesa ha richiesto l’esame dello stub, la determinazione dell’ora esatta del decesso e l’acquisizione dei filmati delle telecamere di sorveglianza della zona.

​Dall’autopsia è emerso che l’uomo non mangiava da diverse ore prima del suicidio. Nel frattempo, l’iPhone del brigadiere è al vaglio degli inquirenti di Cosenza per tentare di ricostruire i suoi ultimi contatti.

​Il Profilo: Un “Uomo delle Istituzioni”
​Mastroianni, in servizio a Bovalino dopo sette anni trascorsi a Caulonia, era profondamente benvoluto. Il sindaco di Caulonia e il presidente del Consiglio Regionale, Salvatore Cirillo, lo hanno ricordato come un uomo sensibile e sempre disponibile, lontano dall’immagine del “freddo militare”.

Resta il sospetto di un uomo schiacciato dal peso di un errore improvviso o di una vicenda molto più complessa di quanto appaia.