Dante a centenario finito? E mica tutti…

 Mancano 24 giorni alla fine del 2021, quindi anche del settimo centenario della morte di Dante, il 14 settembre, di cui la Calabria si è dimenticata. Dopo lunghi mesi di quasi nulla, negli ultimi giorni (“a la sculatina e l’utri”), parecchi fantasiosi infilano Dante con qualunque scusa. Meglio che niente…

 Assenti assolute restano l’Università della Calabria, Facoltà di lettere, muta come un merluzzo; e ancora peggio la Regione. Buffo fu il silenzio di Oliverio, che pure è di S. Giovanni in Fiore, ma non lo commosse, direbbe l’Alighieri, manco “la carità del natio loco”; ma fece zero anche Spirlì, che era assessore alla Cultura.

L’attuale Giunta Occhiuto si è appena insediata, però, se volesse, in zona Cesarini…

 Perché insisto, e da tanto tempo, su Dante? Beh, perché anche la Calabria sta in Italia, e Dante dovrebbe essere Dante per tutti gli Italiani.

 La Calabria, però, ha una ragione speciale, se la si conoscesse, ed è Gioacchino. Attenti, mica per la banalità che “Dante lo nomina”: l’Alighieri nomina centinaia e centinaia di morti e viventi, e almeno due terzi avrebbero volentieri fanno a meno della notorietà di essere finiti all’Inferno. Leggete, a tale proposito, il XVII della Terza Cantica: mica c’è solo Paolo e Francesca, nella Divina Commedia!

 Gioacchino è, per vari tramiti culturali di testi ufficialmente vietati e che circolavano lo stesso, diretto ispiratore del pensiero teologico e della stessa struttura triadica del Poema, senza scordare il Liber figurarum… Ma perché ve lo devo raccontare? L’ho scritto in molti dei miei libri: comprateli e leggeteli, anche se non contengono noiosissimi piagnistei segue cena.

 A nessuno di quelli che in Calabria contano (spesso sanno solo loro perché, ma contano) venne mai a mente di organizzare, che so, un convegno mondiale su Gioacchino e Dante. Mondiale, non è la solita fandonia barocca, è letteralmente vero, sia per Dante sia per Gioacchino. Chiedete dovunque nel Pianeta, e c’è qualcuno che conosce Gioacchino: magari malamente e a sproposito, ma lo conosce; è in Calabria che è ignoto.

 Una tale manifestazione mondiale avrebbe avuto… avrebbe un grandissimo effetto d’immagine, volgarmente detto anche turistico. Mondiale non ce la facciamo di certo, ma ancora, locale, volendo…

 Mi spiacerebbe che la notte calabrese del prossimo 31 ci facessimo gli auguri senza Dante Alighieri, e meno che meno l’abate Gioacchino.

Ulderico Nisticò