Dopo quanto accaduto negli ultimi giorni, riteniamo necessario fare chiarezza. Non attraverso interpretazioni, ma partendo dai fatti.
Nei giorni precedenti al Consiglio Comunale, la minoranza aveva chiesto il rinvio del punto relativo all’assestamento generale di bilancio e alla salvaguardia degli equilibri, sostenendo che il parere del Revisore fosse arrivato alcune ore dopo la convocazione.
La maggioranza ha deciso di accogliere la richiesta.
Non perché ci fossero “gravi squilibri”, come è stato sostenuto in alcune ricostruzioni, ma perché abbiamo ritenuto corretto venire incontro alla richiesta della minoranza e consentire un ulteriore momento di approfondimento.
Ma quando il rinvio è stato messo ai voti, è accaduto qualcosa che merita di essere evidenziato.
La minoranza ha votato contro il rinvio che aveva chiesto.
Successivamente, quando il punto è tornato all’esame del Consiglio Comunale, il 10 agosto, la minoranza ha scelto di non partecipare alla seduta.
La maggioranza, invece, era presente.
Ha discusso il provvedimento, ha assunto le proprie responsabilità e ha votato. L’atto è stato approvato con 8 voti favorevoli.
La deliberazione dà inoltre atto del permanere degli equilibri di bilancio e del parere favorevole dell’organo di revisione.
È qui che si misura anche la differenza tra il ruolo di chi governa e quello di chi fa opposizione: si può essere d’accordo o contrari, ma il confronto nelle istituzioni richiede presenza e partecipazione.
C’è poi un altro elemento che, politicamente, non può passare inosservato.
Il Sindaco, in Consiglio Comunale, ha reso una dichiarazione a nome del Gruppo Impegno Comune.
Il giorno dopo è arrivata una lunga replica sulla vicenda.
Ma a firmarla è stato un solo consigliere: Vittorio Procopio, capogruppo di Davoli Libera.
E qui una domanda è inevitabile:
quella nota rappresenta l’intero gruppo Davoli Libera o soltanto il suo capogruppo?
Perché non stiamo parlando di una semplice opinione personale. Nella nota si parla a nome di “Davoli Libera”, si assumono posizioni politiche e si annunciano ulteriori iniziative.
Eppure, a sottoscriverla, è una sola persona.
Gli altri consiglieri di minoranza condividono quelle parole? Le sottoscrivono? Le fanno proprie?
Non spetta a noi rispondere; spetta a loro assumersi la responsabilità politica di quanto asserito.
Ma è una distinzione che riteniamo doveroso evidenziare, soprattutto perché il confronto politico deve essere trasparente anche nella rappresentanza delle posizioni.
C’è poi un’affermazione contenuta nella nota del capogruppo Procopio che merita un chiarimento sul piano giuridico-amministrativo: si parla di “occultamento” del debito a partire dal 2025.
Questa ricostruzione non trova riscontro negli atti ufficiali dell’Ente.
Il debito, infatti, non è stato nascosto, ma è stato oggetto di una transazione con il Comune di Soverato e la relativa documentazione amministrativa è stata regolarmente adottata e pubblicata.
Inoltre, come riportato nella deliberazione del Consiglio Comunale del 10 agosto, la Corte dei conti aveva già esaminato la transazione nel novembre 2025 e il Comune aveva fornito riscontro nello stesso mese.
Ne consegue che l’utilizzo del termine “occultamento” non è coerente con la sequenza degli atti amministrativi, che dimostrano invece come la vicenda sia stata formalizzata e inserita nei procedimenti dell’Ente.
La questione è stata quindi oggetto di atti deliberativi, regolarmente pubblicati, ed è stata anche sottoposta all’attenzione degli organi di controllo.
Gli atti pubblici, per loro natura, non si interpretano in base a valutazioni politiche, ma si leggono nella loro oggettività.
Ed è proprio la lettura degli atti a restituire una ricostruzione diversa da quella contenuta nella nota.
Quanto agli esposti e alle segnalazioni agli organi di controllo, nessuno intende mettere in discussione le prerogative di un consigliere comunale. Sono strumenti previsti dall’ordinamento e ciascuno è libero di utilizzarli, assumendosene naturalmente la responsabilità.
Il punto sollevato è un altro.
Il Consiglio Comunale non può diventare il luogo nel quale si arriva soltanto quando c’è da contestare qualcuno, per poi lasciare che il confronto politico si sposti altrove.
Se si ritiene che un provvedimento sia sbagliato, lo si dice in aula. Se si hanno dubbi, si chiedono chiarimenti. Se non si condivide una scelta, si vota contro.
È questo che i cittadini si aspettano dai propri rappresentanti.
E proprio per questo è difficile comprendere una sequenza nella quale prima si chiede il rinvio di un punto, poi si vota contro il rinvio, successivamente non si partecipa alla seduta nella quale quel punto viene discusso e, infine, si affida la propria posizione a una nota sottoscritta da un solo consigliere.
I cittadini meritano di conoscere questa sequenza per quello che è, senza sovrastrutture e senza ricostruzioni di comodo.
C’è infine un ulteriore elemento da chiarire sul debito richiamato nella discussione.
Si tratta di una vicenda che trae origine da amministrazioni precedenti e che non è stata generata dall’attuale Amministrazione.
Questa maggioranza si è trovata ad affrontare una situazione preesistente e ha assunto le decisioni necessarie per gestirla, nell’interesse dell’Ente e della comunità.
Non intendiamo trasformare questa vicenda in uno scontro personale, né seguire sul terreno delle polemiche alcune considerazioni contenute nella nota del capogruppo Procopio che esulano dal merito amministrativo.
Preferiamo rimanere sul terreno che ci appartiene: quello degli atti, delle responsabilità e delle decisioni assunte.
La deliberazione del 10 agosto, come tutti gli atti del Comune, è pubblica. È lì che si trovano le ricostruzioni, i pareri, le verifiche e le decisioni adottate.
Ed è lì che ogni cittadino può verificare ciò che è realmente accaduto.
Noi continueremo a svolgere il mandato ricevuto dagli elettori con lo stesso criterio: essere presenti, discutere, decidere e assumersi la responsabilità delle proprie scelte.
Il confronto politico è una parte fondamentale della democrazia.
Ma proprio per questo deve essere chiaro un principio semplice e decisivo:
ci sono luoghi in cui si commenta e luoghi in cui si decide.
I comunicati, le note e le interpretazioni appartengono al primo ambito.
Il Consiglio Comunale appartiene al secondo.
Ed è lì che la politica diventa responsabilità concreta verso i cittadini.
È questa la responsabilità che abbiamo scelto di assumerci davanti alla comunità di Davoli.
E su un altro punto vogliamo essere ancora più chiari.
Non tollereremo più atteggiamenti elitari o di superiorità nei confronti dei cittadini di Davoli, siano essi elettori di questa maggioranza o meno.
Chi rappresenta le istituzioni ha il dovere di ricordare sempre che non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B: siamo tutti donne e uomini sotto questo cielo e tutti ugualmente degni di rispetto.
Da parte nostra continueremo ad amministrare Davoli nel rispetto delle istituzioni, dei cittadini e del mandato ricevuto.