Davoli – Trasparenza e legalità negate

Riceviamo e pubblichiamo: 
Per l’ennesima volta, il Sindaco Papaleo ha azzoppato il cavallo di battaglia della sua campagna elettorale, cioè lo slogan “trasparenza e legalità”. Difatti, dopo essersi fregiato di aver dato “sviluppo alla costa” cittadina approvando il Piano spiaggia, sembra non avere piena consapevolezza delle conseguenze causate dalla gestione sprovveduta del relativo bando di gara. Una gestione sprovveduta, per come stabilito dal Tar di Catanzaro che, pronunciandosi nel merito di un ricorso relativo al lotto numero quattro, ha dichiarato illegittima la commissione di gara per l’aggiudicazione delle aree demaniali marittime.

L’annullamento della commissione, per violazione del Codice degli appalti, ha travolto tutti gli atti successivi con cui sono stati assegnati i lotti.
Dopo la sentenza, per come si apprende dalla stampa, il comune di Davoli si è mosso per nominare una nuova commissione per riassegnare due lotti: il quattro, su cui si è pronunciato il Tar, e il cinque, anch’esso oggetto di ricorso. Ciò detto, è lecito domandarsi: perché il Sindaco si è limitato a nominare una nuova commissione solo per l’aggiudicazione dei due lotti oggetto di ricorsi e non per tutti? Se la precedente commissione era illegittima, perché non annullare gli atti relativi a tutti i lotti procedendo a riassegnarli con la nuova commissione pienamente legittima? Dov’è la trasparenza? Quali sono i veri motivi che inducono il Sindaco a non assumere una scelta pienamente trasparente? Ha forse problemi per la tenuta della maggioranza, oppure ha qualche altra “nobile” ragione?

Si potrà obiettare che il giudizio amministrativo si applica solo nei confronti di coloro che hanno fatto ricorso. Tuttavia, la dottrina ha individuato una serie di atti (collettivi, regolamentari, generali), che si distinguono per il loro carattere di “inscindibilità”, per i quali non vale il principio dell’efficacia solo per le parti in causa, ma per tutti gli interessati. Al riguardo, si è pronunciato anche il Consiglio di Stato con due sentenze (n.4 e 5 del 27 febbraio 2019), nelle quali sancisce, tra l’altro, il principio secondo il quale “I casi di giudicato con effetti ultra partes sono eccezionali e si giustificano in ragione dell’inscindibilità degli effetti dell’atto o dell’inscindibilità del vizio dedotto…”.

Ma al di là di ciò, c’è una responsabilità politica ed etica che imporrebbe di annullare tutti gli atti assunti da una commissione dichiarata illegittima, estendendo il giudicato del TAR a tutti i concorrenti, i quali, in base alle sentenze sopra citate, ora hanno facoltà di aprire ulteriori e dolorosi (soprattutto per le casse comunali) contenziosi amministrativi, nei riguardi di un’Amministrazione superficiale e, come dimostrano i fatti, incapace.

Il Capo Gruppo
“Per il Futuro di Davoli”
Antonio Corasaniti