La Corte di cassazione ha confermato la condanna a 25 anni di reclusione per Sergio Giana, ritenuto responsabile dell’omicidio della compagna Loredana Scalone, avvenuto nel novembre del 2020 a Pietragrande, nel territorio di Stalettì (Catanzaro).
La Suprema Corte ha infatti respinto il ricorso presentato dalla difesa dell’uomo, rendendo definitiva la decisione emessa dalla Corte d’assise d’appello di Catanzaro.
Secondo quanto ricostruito nel corso del procedimento, Loredana Scalone fu uccisa in circostanze tragiche che avevano scosso profondamente la comunità locale.
Le indagini e i successivi gradi di giudizio hanno portato a confermare le responsabilità dell’imputato, già condannato in appello.
Con la pronuncia della Cassazione, si chiude definitivamente il percorso giudiziario relativo a un caso che ha rappresentato l’ennesimo episodio di violenza contro le donne, riaccendendo l’attenzione sul tema dei femminicidi e sulla necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione e tutela.
La sentenza segna l’ultima tappa di una vicenda dolorosa, lasciando alla famiglia della vittima e alla collettività un punto fermo sul piano della giustizia.