Deiezioni e altre immondizie

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Le persone incivili della foto 01, che lasciano evacuare i cani a piacere loro e dove pare a loro, e le persone civili della foto 02, che raccolgono le cacche, se ne fregano entrambe dell’ordinanza comunale della foto 03. La quale commina 200 € di multa, però finora gli incivili (01) non hanno mai pagato nemmeno 20 centesimi. Gli incivili se ne vanno tranquilli, i civili pure, a parte che, per purissimo caso, potrebbero finire sanzionate, le persone civili, perché la busta non è regolamentare secondo un decreto di qualche re normanno morto da secoli. Come successe a me di essere multato, unico caso della storia, a Soverato Superiore per un divieto che non esiste: e ho pagato.

Ecco un esempio di quello che i giuristi chiamano norma imperfetta, cioè, con padre Dante, Purg. XVI, “le leggi son, ma chi pon mano ad esse? Nullo… ”, proprio così, “nullo”, in soveratano, “nurhu”. La norma imperfetta è flatus vocis, plumas y palabras…

Certo, se qualche proprietario di cani pagasse di tasca non dico 200, ma anche solo 20 €, intanto imparerebbe lui; e si spargerebbe la notizia: colpire uno per educare cento. Aspetto notizie in merito.

Passiamo alla Calabria, che è penultima (non ultima: miracolo, miracolo!) per il riciclaggio delle sozzerie. Eppure abbiamo un assessore colonnello, anche se i giornalisti continuano a chiamarlo capitano; il quale però parla di mafia e non di rifiuti, dando così ragione a Cicerone: “tutti sono abbastanza eloquenti in ciò che sanno”.

Ora magari qualche scemo del villaggio noterà che io parlo male della mia Giunta; e si sbaglia, perché di mio, alla Regione, non c’è niente dal 1970. Può darsi che abbia votato, a tratti e indirettamente, ma non vuol dire: a settembre, a Soverato, ho anche votato per gli uscenti e rientranti, il che non mi esime dalla foto 01 e da quella 03; anzi mi rende ancora più legittimato alla protesta; tanto più che io sono 02.

L’ultimo caso in cui mi sentii obbligato a votare fu per le politiche del 1994, Movimento Sociale; da allora, a ruota libera. Fui anche irretito in una candidatura, ma senza tessera o altro; e senza il minimo aiuto e senza ombra di una decente organizzazione, donde la scoppola che io presi, condividendola con Sergio Abramo.

Un altro scemo del villaggio mi accuserà di non essere democratico, il che, francamente, non mi toglierebbe il sonno. Gli insegno però che Atene, città che inventò la democrazia con tutti i pochi pregi e i molti difetti, affidava l’ordine pubblico a dei vigili urbani un tantino particolari: mercenari barbari, anzi selvaggi, della Scizia, armati d’arco.
Per carità, non arriviamo a mezzi capitali: ma una multa a 01, in base a 03…

E anche a quei signori che, dalla nuova rotatoria, credono di essere a Monza, e sfrecciano sul Lungomare, assurdamente oggi detto waterfront.

Ulderico Nisticò