Un Appello al Ministro Valditara: “La Scuola la viviamo Noi”
La riforma della Maturità 2026/2027, con il suo ritorno all’aggettivo “storico” e l’introduzione di regole più stringenti, è al centro del dibattito, ma a far sentire la propria voce sono soprattutto i diretti interessati: gli studenti. Dalle rigide norme sul colloquio al taglio dei commissari, i futuri maturandi esprimono la necessità di un esame che non sia solo una verifica di nozioni, ma un momento che riconosca il loro percorso formativo nella sua interezza.
L’Orale obbligatorio e la bocciatura per “Scena Muta”
Una delle novità più discusse e che ha sollevato maggiori perplessità è il ritorno all’orale obbligatorio, con la previsione della bocciatura per chi dovesse disertare o rifiutarsi di rispondere. Questa misura, pensata per contrastare gli episodi di protesta registrati nelle passate sessioni, viene vista dagli studenti come un’arma a doppio taglio.
”Comprendiamo l’esigenza di serietà,” afferma S. R., rappresentante di un liceo calabrese, “ma la bocciatura automatica non tiene conto di eventuali blocchi emotivi o psicologici che possono colpire un ragazzo sotto stress. Chiediamo che ci sia supporto, non punizione, per chi dimostra la volontà di collaborare, ma è in difficoltà.”
La prova orale, che verterà su un massimo di quattro materie scelte dal Ministero, mira a valorizzare la maturazione personale e le capacità argomentative, superando il vecchio modello “enciclopedico”.
Gli studenti accolgono con favore il focus su un numero ridotto di discipline, ma ribadiscono l’importanza di un colloquio che dia spazio anche a Educazione civica e ai percorsi trasversali, come i PCTO (ex Alternanza Scuola-Lavoro), per mostrare la propria crescita oltre il banco di scuola.
Commissioni snellite: Più risparmio, meno qualità?
Il decreto che ha dato il via alla riforma prevede anche il mantenimento della riduzione del numero dei commissari, portandoli da sette a cinque. Una scelta motivata da ragioni di risparmio economico, ma che solleva dubbi tra i ragazzi e i sindacati.
Molti studenti temono che un organico ridotto possa significare una valutazione meno obiettiva e completa del loro quinquennio, soprattutto per la mancanza di docenti interni per tutte le discipline. “La commissione ideale dovrebbe conoscerci a fondo,” commenta L. Bianchi, “non essere solo un gruppo di persone che ci vedono per la prima volta. Il taglio rischia di sminuire l’importanza del percorso fatto in cinque anni.”
L’Appello al Ministro Valditara: Vogliamo essere ascoltati
Il punto focale della protesta studentesca non è solo tecnico, ma di metodo. L’appello diretto al Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, è un invito accorato a “ascoltare di più i bisogni di chi la scuola la vive ogni giorno”.
In un contesto di riforma che cambia il volto dell’esame di Stato, i ragazzi sentono la mancanza di un coinvolgimento attivo e di una reale consultazione.
Necessità di Supporto: Oltre alle regole, si chiedono misure concrete per affrontare lo stress da esame.
Valorizzazione Integrale: L’esame dovrebbe premiare non solo il voto, ma il “grado di maturazione personale, autonomia e responsabilità” acquisito, come previsto dallo stesso decreto per l’assegnazione del bonus fino a tre punti (ora con soglia a 90/100).
La Maturità 2026 si preannuncia come un esame più “serio” e rigoroso. Sarà fondamentale, affinché la riforma sia un successo, che le istituzioni non si limitino a imporre nuove regole, ma che sappiano trasformare il confronto con gli studenti in un’opportunità di miglioramento, riconoscendo in loro non solo “maturandi” da valutare, ma voci attive da ascoltare.