Destinazione d’uso


soverato_notteLeggo con interesse l’intenzione dell’Amministrazione comunale di Soverato di assumere provvedimenti atti a impedire il vecchio trucco del cambio in corso d’opera della destinazione d’uso: ovvero, fingere di costruire un albergo, o persino aprirlo davvero, e poi, bacchetta magica, farne appartamenti. A proposito, magari prendersi i contributi come albergo. Plaudo all’intenzione.
E siccome per svago faccio lo storico anche locale, vi ricordo che a Soverato il trucco ci fu, e si vide. Verso gli anni 1980-90 spuntarono e chiusero subito una decina di alberghi; cito il Tropical, poi divenuto i condomini detti Galleria.
Tutto legale, s’intende: ma solo i furbi e i polli credono alla cultura della legalità. Eh, quante leggi servono a coprire, con la legalità, l’ingiustizia!
E volete che mi dimentichi del mitico albergone a cinque, e dico cinque stelle, da costruire al posto del Quarzo o Comac? A parte l’assurdo di un albergo nel bel mezzo del Lungomare, la licenza edilizia mica era per albergo a costellazioni: era per “strutture ricettive”! In altre ed esplicite parole, appartamenti. Non se ne fece niente per via degli 11 metri invece di 14; ma la mala parata era chiara.
Del resto, non so chi voglia appartamenti, in una Soverato priva di giovani, e da cui ormai sono anni che la gente migra a Davoli, Laganosa, Montepaone; e negli appartamenti concepiti per famiglie numerose abitano, anzi vagano da soli, coppie di anziani; in una Soverato che detiene il malinconico primato degli anziani nel territorio.
Comunque, niente cambio di destinazione d’uso: chi vuole costruire un albergo, albergo sia per tutti i secoli dei secoli. Dove e per quale clientela, è un altro discorso. Io penserei piuttosto a recuperare il patrimonio esistente, utilizzando legalmente gli appartamenti finora passati ai turisti in rigorosissimo nero.

Ulderico Nisticò


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