Di –elli in –elli. E se fosse una trappola?

Cotticelli è stato un altro fallimento nella fallimentare storia della Regione Calabria dal 1970 ad oggi domenica 8 novembre 2020; e, ovviamente, anche da domani 9, in poi. Sì, però… Un attimo, ricostruiamo i fatti.

Cotticelli annunzia dimissioni, poi le “congela”.
Il governo Conte segna zona rossa quattro Regioni, tra cui la Calabria; la Campania, il cui presidente chiede la rossa, la danno gialla, che è come una pietanza a bagnomaria.

La Calabria, rarissimo caso nella sua storia, è teatro di qualche manifestazione di protesta. Il Consiglio, che sarebbe ormai in agonia, si riunisce d’urgenza, ma è tanto per far sapere che esiste.

Ora, attenti qui. Scade il commissariamento della sanità. Il governo Conte dichiara che non solo la Calabria resterà commissariata altri due anni più uno (=tre), ma i poteri del commissario saranno accresciuti fino agli astri del cielo.

Cotticelli, che è il commissario, gongola di gioia, aspettando la nomina a magnus comes Calabriae, il secondo dopo Ruggero: si licet parvis componere magna, e nel nostro caso non è assolutamente lecito.

Il giorno dopo, guarda caso, una trasmissione tv di RAI 3 becca Cotticelli in castagna, e scopre che il suddetto Cotticelli ignora, voce del verbo ignorare, che è suo potere, anzi dovere, assumere tutti i provvedimenti anticovid. Lo ignora, nonostante sia scritto in una lettera governativa: nero su bianco. Segue scena patetica “Chiamate Maria”, fotocopia di “Chiamatemi Pietro” di un’assessoressa di Oliverio, poi da Oliverio cacciata in malo modo.

Ciò appurato, Cotticelli è indifendibile, come se io, quando insegnavo greco, avessi dichiarato di non sapere come si forma, in quella lingua, il più che perfetto congiuntivo. Ciò a proposito di tagliole: così ci facciamo due risate.

D’accordo: ma Cotticelli è qui da un bel pezzo, dal 2018, e che non fosse un genio, ce ne siamo accorti tutti e subito; e che i poteri non li sapesse esercitare. Come mai qualcuno se ne avvede 24 ore dopo che il governo lo doveva rinominare? E alla vigilia delle nuove regionali?
E com’è che il giornalista era così informato?
E da chi?
E come mai, in mezzo a centinaia di colpevoli, se la pigliano con Cotticelli? Con tutti gli altri, mai?

Mentre elaboro le idee, arriva la notizia che il commissario Nembo Kidd con i superpoteri è Zuccatelli. Ricordiamo che è già stato commissario di qualcosa, in Calabria, e senza lusinghieri risultati. E che è un amico di Renzi: guarda un po’. Secondo i suoi atti, capirò se è stata una furbata o no, tirare una trappola a Cotticelli; o se Cotticelli si è intrappolato da solo. E se lo immaginava, quando, dopo la figuraccia tv, se ne uscì con “Domani mi cacciano”: come se, da bravo carabiniere, già sospettasse qualcosa?

Conclusione: andiamo a votare d’urgenza per la Regione; e, possibilmente, non votiamo per i soliti Pinchipalli e i loro portaborse.

Considerazione politologica: se il caso Cotticelli Zuccatelli è una furbata, vuol dire che il centrosinistra si sta organizzando, legittimamente, per vincere le elezioni in Calabria; mentre, sempre secondo me, il centrodestra sta lavorando alacremente per perderle, se sbaglia la candidatura.

Ulderico Nisticò