Diario di una notte da brividi a Soverato

Una notte da dimenticare con la speranza, forse inutile, che qualcuno prenda provvedimenti. Una musica assordante dalle 12,00 fino alle 4,30 ha inondato la città, simile a delle onde magnetiche: da sinistra Lucio Dalla che mi confessava di volermi bene e un altro che cantava suonando la chitarra, a destra urla e quel tamtam che ti fa venire una gastrite. E poi sotto casa auto che sgommano, motociclisti che pensano di essere su un circuito e ragazzine/i che passeggiano cantando a squarciagola.

Il divertimento è tale quando si ferma davanti al rispetto dell’altro, altrimenti è sballo e maleducazione. E adesso che nessuno mi venga a dire di trasferirmi in quanto Soverato è una cittadina turistica e ha bisogno economicamente della movida.

Vorrei precisare che Soverato si regge soprattutto sui residenti che ci vivono 12 mesi all’anno e non pochi giorni e quindi se io mi ammalo o mi trasferisco la città resterà vuota con le conseguenze che ben possiamo immaginare.

E tenete a mente che la vita, la mia principalmente, è sacra e nessuno si può arrogare il diritto di danneggiarla.

E in ultimo ricordo che sono una signora di mezza età che nonostante il frastuono alle 7,00 era a terra intenta a tutte quelle faccende domestiche necessarie per mandare avanti una famiglia e non a letto come tutti gli sballati di stanotte che sicuramente avranno in casa la lampada di Aladino che provvede a tutte le loro necessità!

Barbara Froio