Difesa legittima, ma cauta

Il presidente della Repubblica ci ha pensato su, poi ha firmato il decreto sulla legittima difesa. Aggiunge qualche osservazione, e si vedrà cosa ne penseranno le camere.

Che dice, il decreto, in sintesi?

– La difesa è sempre legittima, senza discussioni capziose per vedere se il ladro aveva o meno intenzione di uccidere;
– chi entra illecitamente in casa, si espone a tutti i rischi, e peggio per lui;
– si può fare uso di armi legittimamente detenute, o di qualsiasi altro mezzo: le case sono zeppe di oggetti che possono diventare armi improprie;
– secondo Matterella, bisogna vedere se l’assalito è o meno turbato; ma pigliamo uno a casa, me, che non sarei affatto turbato, essendo di quelli che le emozioni le lasciano alla poesia e al teatro, e per tutto il resto sono freddi come l’Artico;
– chi, entrato in casa, viene colpito in qualsiasi modo non può mai invocare il ridicolo risarcimento danni, come è successo.

Bene. Però andiamoci cauti. È lo Stato che deve difendere i cittadini, e solo in casi estremi i cittadini si devono difendere da soli.

Non perché non ne abbiano diritto, e lo hanno; ma perché è difficile che la personcina quieta e per bene si trasformi improvvisamente in pugile o accoltellatore o pistolero; e il piccolo borghese più facilmente sparerebbe al pappagallo che al ladro.
Serve il controllo preventivo dei mascalzoni. E come si fa? Beh, carabinieri e polizia sanno come fare, se non glielo impediscono i buonisti generici.

Ulderico Nisticò

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