Disastro ma non troppo

Utile è premettere e ripetere che questo balletto di consultazioni ed esplorazioni non sta manco scritto nemmeno nella molto partitocratica carta del 1948. Così, per insegnarlo ai giovani e ricordarlo ai vecchi.
Pur di evitare le elezioni, faranno di tutto. Faranno, chi? Personalmente, quelli che rischiano il posto: in Calabria, da 31 scenderanno a 19; e anche i 19, non è affatto detto che siano gli attuali e rieletti. La Vono, con IV, non ha la minima speranza; Viscomi, che l’altra volta ce l’ha fatta octroyè, non credo che il PD lo tolleri al posto sicuro, dopo due anni e mezzo di nulla… e nomino questi perché sono topograficamente vicini. Gli altri calabresi mi sono ignoti anche di nome.

Quanto ai partiti, i 5 stelle possono sperare in un 12-15%, cioè due terzi se ne vanno a casa; il PD forse piglia il 18-20; la Lega, almeno in Calabria, sta maluccio, altrove forse no; Fratelli d’Italia, un po’ meglio; Forza Italia, se tutto va bene, il 12; partitucci minori, il resto. Insomma, secondo me non vuole andare a votare nessuno.

Del resto, se votiamo, o le cose vanno come ho profetizzato, o un poco diversamente; ma il giorno dopo delle elezioni ci troveremmo lo stesso balletto dell’instabilità e del ricatto reciproco: come di fatto dal 1944, di diritto dal 1948.

E siccome non mi piace mentire a me stesso, vi comunico che, se anche, per magia, realizzassi la mia riforma istituzionale, cioè rep. presidenziale e maggioritario secco, niente mi garantisce che verrebbero eletti per forza quelli buoni e non il primo che capita.

Anche oggi qualcuno propugna il governo di una creduta o sedicente grande personalità, magari con un tutti in barca; si fa seriamente il nome di Monti, che abbiamo già visto assieme alla Fornero, e che si candidò con risultati da microscopio. Draghi? Faceva tutt’altro mestiere. Eccetera.

Come direbbe Nietzsche, plebe in alto plebe in basso; e da un’Italia che della mediocrità ha fatto un vero mito come fosse una cosa buona (vedi sceneggiati tv e film), possono venire fuori sono persone e cose mediocri e meno che mediocri. Per anni ci è stato detto che chi studia è secchione e la pupa non lo vuole e vuole il macho ciuco; e che chi lavora con piacere è un nemico dei sindacalizzati pigri; e chi sa scrivere in italiano senza piagnistei è un pericoloso reazionario… Insomma, da cattivo orto cattivi frutti.

A centrosinistra è così, certo… ma a destra, semplicemente non c’è nessunissima destra, soltanto un centro che si affanna per esserlo, se non spaventa i piccolo borghesi.

Certo, la situazione è disastrosa per crollo dell’economia e dell’occupazione, per banchi a rotelle costati un occhio e gettati via, per un’Europa incapace di imporsi sui produttori di vaccini, per i famosi 209 miliardi di cui finora non si vedono nemmeno 209 euro… Disastrosa, ma non troppo; non abbastanza perché qualcuno protesti sul serio; perché si propongano soluzioni drastiche e immediate; perché si formi un movimento.

Un movimento non nasce una mattina per caso, ma gli occorrono una visione della vita, un ideale, un’idea, un’ideologia: di tutto questo non si vede in Italia l’ombra più remota.

Ulderico Nisticò