Dissociazioni mentali


 Attenti alle statistiche, le quali non possono accontentarsi dei bruti numeri, bensì anche i numeri vanno contestualizzati e analizzati per situazioni ed età e ogni altra identificazione utile. Se cinque giovanissimi uccidono un poveraccio a caso, intanto bisogna appurare le dinamiche e le colpevolezze, poi sbatterli in galera senza pietà, però urge anche capire come possa accadere un fatto del genere; e come dei ragazzini vadano a spasso con coltelli in tasca quando non pistole… a parte che un coltello è più letale di una rivoltella.

L’assassinato di Taranto era un immigrato africano; ma le cronache c’informano che assassini e assassinati sono – ecco le statistiche – italiani. Poi c’è il matto (???) di Modena che sicuramente l’ha fatto apposta a falciare delle persone; però nel mio tranquillissimo Golfo di Squillace ci sono delinquenti alla guida di creduti bolidi che sorpassano in doppia striscia e in galleria.

Lo fanno sotto i miei occhi, e, grosso modo, non sono delinquenti davvero, in senso penale, e nemmeno dei matti conclamati da TSO: sono dissociati mentali, e provocano incidenti anche mortali. Le cui dinamiche… e già, nessun giornale e tg ci spiega le dinamiche, o se la cavano pigliandosela con la strada invece che con gli autisti.

Un “cittadino italiano di origini marocchine” è laureato. Come lo dicono, pare la solita illusione socratica, che la ragione e la cultura possano migliorare la coscienza: il che non è vero, semplicemente non è vero. la storia della letteratura, e della cultura in generale, è zeppa di laureati e dotti e poeti e scienziati eccetera, i quali sono stati dei matti: non so se vi basta il De Sade.

Qui ci vuole il Vico, il quale divide la storia in tre età: degli dei, degli eroi, degli uomini. Nella prima, prevale il corpo con le sue quasi animalesche sensazioni; nella seconda, la fantasia; nella terza, la ragione. Ebbene, se la ragione sempre “avesse ragione”, tutti dovremmo essere d’accordo su qualsiasi cosa come sul fatto che 2+2=4; e invece la ragione è condizionata da pensieri aggrovigliati e contraddittori, e obbedienti a schemi ideologici e di mentalità, e spesso politicamente corretti e di fanatismo di massa.

Chiudiamo con una citazione del poeta comico Terenzio Afro, il quale così canta:

incerta si tu postules
ratione certa facere, nihilo plus agas
quam si des operam ut cum ratione insanias.

“Se le cose incerte tu cerchi di rendere certe con la ragione, non fai altro che darti da fare per impazzire con la ragione”.

Ulderico Nisticò