Domanda: turismo in Calabria?

 Le tv c’informano che in questi giorni di Pasqua c’è stato un momento di ripresa del turismo in Italia, con il classico “tutto esaurito”. Non ho motivo di dubitarne.

 Ho invece legittima curiosità di sapere di questo “esaurito tutto”, o almeno se il turismo pasquale si è visto anche in Calabria; e vorrei saperlo con numeri precisi. E vorrei saperlo non solo di Tropea e dintorni, dove da ormai molti decenni intervengono i cosiddetti tour operator internazionali. Vorrei saperlo di tutto il territorio calabrese: per esempio, Soverato.

 Ieri pioveva, altrimenti oggi leggeremmo e sentiremmo, per Soverato, il solito “quanta gente sul Lungomare”, che è l’unica statistica cittadina: ad occhio. Ma numeri, mai, né a Soverato né altrove. E del resto, chi ha mai contato gli appartamenti affittati in nero?

 Stamani un rappresentante delle attività ricettive, intervistato, dice che in Calabria ci sarebbero “duecentomila pernotti”, su cinque milioni in Italia. Secondo me, non è molto, in proporzione, ma meglio che niente…

 Il peggio delle affermazioni è che “nel Nord” i turisti visitano le città d’arte; da noi, praticamente solo il mare. Ecco un esempio evidente di cattiva gestione dell’offerta turistica, anzi di scarsa conoscenza del territorio da mostrare e vendere.

 Qui si riapre il discorso dei Bronzi e di un programmone sulla carta, che però ad oggi, 18 aprile 2022, non vede realizzata nessuna attività. Quindi, a oggi, il discorso si apre e si chiude.

 E a Soverato, quanti dei passeggiatori sul Lungomare sono mai andati a vedere la Pietà del Gagini? Zero? Complimenti all’Associazione e al Comune!!! E a Spirlì.

 Continua l’intervista: in Calabria c’è solo il periodo estivo, ovvero il mare.

 Conclusioni: manca da sempre una politica della Regione; gravemente negativa è l’idea che della Calabria hanno gli intellettuali ufficiali, notoriamente piagnoni retribuiti, i quali o ignorano la Calabria reale, o ne hanno e ne trasmettono un’immagine depressa e noiosa.

 Riassunto: anche nel 2022 avremo, in Calabria e a Soverato, i consueti venti giorni di chiasso spacciati per turismo.

Ulderico Nisticò