Domani a Gioiosa Jonica la presentazione del libro “Sergio Brio, l’ultimo stopper”

Domani 23 ottobre, a Gioiosa Jonica alle 18, il campione della Juventus, Sergio Brio nella sala “Gatto”in Via Lazio presenterà il suo libro “Sergio Brio, l’ultimo stopper” (Grauseditore). L’iniziativa è stata promossa dal club per l’Unesco di Gioiosa jonica di cui è presidente Nicodemo Vitetta. Nel libro si narra il racconto di un “capitano” che, a cavallo degli anni Settanta, e ottanta, con la maglia bianconera, ha vinto tutto. Brio è stato per 13 anni giocatore nella squadra della” Vecchia signora” del calcio italiano della quale fu anche capitano, disputando ben 379 partite e facendo 24 gol. Ha conquistato 4 scudetti e tutte cinque le competizioni Uefa per club. Non solo, ma è stato uno dei nove calciatori al mondo a vincere tutte le manifestazioni calcistiche confederali vigenti all’epoca. Nel 2011 la Juventus lo ha omaggiato della stella celebrativa nella Walk of Fame bianconera allo Stadium di Torino. Per 3 anni, Sergio Brio è stato anche assistente di Giovanni Trapattoni, ed ora ha deciso di raccontarsi in questo libro. L’eventuale ricavato della vendita del libro sarà devoluto alla fondazione Piemontese per la ricerca sul cancro”Allegra Agnelli”.Nella biografia, scritta da Luigia Casertano, si ripercorre la storia sportiva di una ragazzo venuto dal sud e che diventa uno dei protagonisti nel panorama del calcio italiano dell’epoca. Giampiero Boniperti, il presidente della Juventus che lo ingaggiò, nella prefazione lo definisce: “Generoso, coraggioso, caparbio, duro in campo nei limiti della correttezza. A me piacevano quei giocatori che non tiravano mai indietro il piede, così doveva essere un difensore che si faccia rispettare. E lui lo era”. A Brio va la riconoscenza della Presidente della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Allegra Agnelli: “Grazie a Sergio, che ha deciso di destinare il ricavato di questo libro alla Fondazione, e grazie a Voi che, acquistandolo e continuando a darci fiducia, contribuite in modo fondamentale alla crescita dell’Istituto di Candiolo”. Il racconto del libro di Brio parte da lontano e abbraccia tutta la sua storia calcistica, da quando ha mosso i primi passi nel Lecce, passando per la Pistoiese per approdare alla Juventus. E i ricordi si inseguono: la sua famiglia, le lezioni di Attilio Adamo con le dovute riflessioni sull’attuale crisi del settore giovanile, il Lecce, la gavetta alla Pistoiese e l’arrivo alla Juventus. E poi gli infortuni, il periodo dei consensi e quello delle critiche, lo spirito di una squadra, che ormai è diventata una cantilena, il morso del cane all’Olimpico, la delusione di Atene, la storica rivalità tra la Juve e la Roma, il pallone arancione della Supercoppa Europea. Ricorda anche la tragedia dell’Heysel, ferita ancora aperta, la sua prima espulsione, la felicità di Tokyo fino alla partita di addio. Brio si sofferma sugli aneddoti a lui cari relativi agli attaccanti più famosi che ha incontrato. Interessante anche il racconto della sua avventura di allenatore e l’immancabile omaggio alla famiglia Agnelli.

Amalia Feroleto

 

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