Doveva deporre in un processo, finanziere calabrese di 52 anni si toglie la vita

Era chiamato a deporre nella mattina dell’11 maggio in Tribunale a Vibo Valentia nel processo nato dall’operazione antimafia “Petrol Mafie”, uno dei testi principali dell’accusa rappresentata dalla Dda di Catanzaro.

Ma l’investigatore – un luogotenente della Guardia di finanza originario di Soveria Mannelli e in servizio a Lamezia Terme di 52 anni A.C. – in aula non ci è mai arrivato. È stato trovato privo di vita in un appartamento di proprietà dei suoceri (usato solo per il periodo estivo) a Pizzo Calabro. Il 52enne si è tolto la vita con un colpo di pistola.

Aveva deposto anche sabato scorso in Tribunale a Vibo nell’ambito del processo Petrol Mafie che mira a far luce sugli interessi della ‘ndrangheta nei traffici illeciti con gli idrocarburi. Ieri era atteso per il controesame dei difensori di alcuni imputati.

L’indagine per far luce sui motivi che hanno spinto il finanziere a non presentarsi in aula ed a togliersi la vita sono affidate ai carabinieri con il coordinamento della Procura di Vibo Valentia. L’inchiesta Petrol Mafie è scattata lo scorso anno ed è una delle più importanti portate a termine dal procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri.