Premetto, a ogni buon fine e a scanso di equivoci, che tutti, e dico tutti hanno agito in modo perfettamente legittimo, cioè applicando qualche legge e cavillo e codicillo e roba simile; eccepisco però che la storia umana è zeppa di leggi perfettamente legittime e sbagliate o per il concetto o per l’applicazione o per entrambe le cose.
Premetto altresì che non ho il benché minimo elemento per giudicare nel merito, e mi accontento dei fatti.
Caso Crotone. Due magistrati vengono nominati, e un anno dopo – attenti qui, un anno! – si viene a sapere, non in un salotto ma con sentenza, che le nomine erano illegittime. Ripeto che non ho alcun modo di sapere nulla nel merito, però una cosa è certa: se io fossi un avvocato difensore di un qualsiasi imputato di Crotone, farei subito ricorso retroattivo contro tutti gli atti in un anno (un anno, 365 giorni!) compiuti da quei magistrati oggi giudicati di illecita nomina. Immaginate cosa succederà, se lo fanno davvero… e lo faranno, statene certissimi.
Caso Tropea. Il sindaco viene eletto e poi – attenti qui, poi! – giudicato non dico solo ineleggibile, dico persino incandidabile. Non so nulla in merito, e non voglio nemmeno saperne nulla; e fiaccheranno ricorsi… fino al termine della consiliatura.
Secondo il mio modestissimo parere, se un qualsiasi candidato era candidabile o meno, a Tropea come dovunque, bisognava dichiararlo subito, entro qualche ora dalla presentazione delle liste. Già sarebbe stato incongruo dirlo durante la campagna elettorale, a rischio di propaganda pro o contro; ad elezioni concluse, figuratevi!
Eppure tutto ciò è legittimo nel senso letterale, cioè che c’è qualche codicillo o cavillo o legge o roba simile che lascia passare un anno a Crotone e sentenzia a cose fatte a Tropea. Ci sono leggi e leggine per qualsiasi cosa, in Italia, e vale sempre l’affermazione di Tacito, che era anche avvocato: corruptissima re publica, plurimae leges.
Se pensate che io stia pensando al recente referendum, ebbene, è proprio quanto sto pensando. Io ho votato sì, e non è colpa mia se il destracentro si è messo d’impegno per perderlo, e ci è riuscito.
Ulderico Nisticò