Due occasioni calabresi da cogliere

I 5 stelle, stando alle elezioni in Umbria, sono quasi scomparsi. I motivi del crollo sono evidenti: alleanza assurda con chi fino a tre mesi fa gli stellati chiamavano ladri e peggio; e, non solo in Umbria, vuoto di politica propositiva.

E già, a dire “vaffa” siamo tutti bravi: ma quando, parlando di Calabria, un mare di deputati e senatori, quondam Vono inclusa, sono stati muti dal 4 marzo 2018 al 30 ottobre 2019, chi volete che li consideri?
Ora, in Calabria, pare abbiano deciso di andare da soli. Troveranno un nome simpatico e di nessun peso politico, ma forse invece del 7% umbro arriveranno al 9. Quanto il due di coppe quando la briscola è a spade.

Il PD in Umbria si è quasi difeso, con un tisico 22% ma meglio che niente; in Calabria è lacerato, ha Oliverio contro, e parecchi sono passati renziani. Possiamo darlo, con un poco di fortuna, al 15%.
Forza Italia, in Umbria, vanta metà voti della Meloni; se Berlusconi si ritirasse a vita privata, il 5% umbro, e, diciamo, poco più nazionale, diverrebbe tendente a zero.

Poste queste premesse, ricordiamo che la Calabria è la terzultima su 360 regioni europee, e ciè per merito di questi illustri signori: A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G., Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio di centrosinistra, e G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti e Stasi di centro(destra), uno peggio dell’altro e l’altro peggio dell’uno. Politicamente parlando, s’intende. E tutti con i codazzi di assessori e parenti vari.

Questi illustri signori sono stati o di centrosinistra e sinistra, o di centro(destra): non c’è il benché minimo motivo per ricandidare loro e annessi e discendenti e somiglianti: nessuno.

Morale, ci sono tutte le circostanze per una bella ramazzata della Calabria, mandando a casa tutti gli esseri inutili e dannosi di cui sopra, con parenti ed eredi ed amici e complici e logge e salotti vari.
Io non conto niente, giusto un voto: ma se trovo in lista anche uno solo degli uscenti e connessi, quel giorno delle elezioni farò l’eremita in campagna. Siete avvertiti.

Ci sarebbe poi un’altra occasione, più piccola ma non trascurabile: l’amministrazione di Soverato va a scadenza naturale; quella di Satriano è caduta con tutti i sognati due o tre svincoli di Laganosa!!!
Ecco l‘occasione per fare un bel Comune unico, con un sindaco solo. Se si vogliono aggiungere, come sarebbe logico, almeno Gagliato e Petrizzi, bastano le dimissioni dei sindaci attuali: del resto, non piangerebbe nessuno.

Ulderico Nisticò