Due parole sulla ‘Ndrangheta

 In Calabria, si sa, sono tutti, ma proprio tutti, in prima linea nella lotta alla Ndrangheta, la quale è costituita, si sa, da una sparutissima minoranza in mezzo a due milioni di onesti più della Casta Susanna. Come facciano questi rarissimi e analfabeti criminali ad essere, parole ufficiali in convegni e tv e sentenze, “la più potente organizzazione delinquenziale del mondo”, è un arcano che nessun marciatore con fiaccole, e palloncini a coniglio, ci fa il favore di spiegare.

 Detto questo per la Ndrangheta del 1970-2021, facciamo un lungo passo indietro, e domandiamoci che significa Ndrangheta. A parte le interpretazioni da primato di arrampicata sugli specchi, significa ἀνδραγαθία parola che si trova in Erodoto, V secolo aC; cioè ἄνδρες ἀγαθοί, uomini valenti; ἀγαθός non vuol dire “buono”, ma “capace di”. Di che uno è capace, è tutto da vedere caso per caso. Il greco classico è una lingua volutamente ambigua. Esempio molto attuale: φάρμακον vuol dire sia medicina sia veleno. E ho detto tutto.

 Dopo due secoli di scannamento reciproco, le superstiti città greche, ridotte al lumicino, trovarono pace in novecento anni di ordine e benessere dell’Impero Romano. Andate a Scolacium, e vedete cos’era una città latina. Dalla partenza di Annibale (202 aC) alle incursioni dei Saraceni (data convenzionale, 829 dC), qui non successe niente. Quando arrivarono gli “empi Agareni”, i Romani del IX secolo erano tutti sovrappeso e panciafichisti, e del tutto disarmati in anima e corpo; fuggirono così come disperati. Dopo la riconquista del generale Niceforo Foca (887-8), il suo pronipote, l’imperatore Niceforo II (961-9), organizzò i “kastellia”, che sono i nostri paesi, inviando contadini soldati e assegnando loro un “pitzì”, ovvero, “u pezzicerhu da terra”. Leggete il mio saggio “Ascendant ad montes” su Vivarium Scyllacense, poi ripubblicato in “Medioevo in guerra” della Drengo, Roma.

 Ora sentite questa lezioncina di polemologia. I professoroni militassolti alla visita, e senza manco raccomandazione ma a giusto motivo sanitario, pensano sul serio che mettere i paesi sui colli scoraggi i pirati; per i quali, invece, salire a tre, quattrocento metri era una passeggiatina distensiva. Nella storia, del resto, non esiste difesa passiva: neanche le mura di Troia, opera di Apollo e Nettuno! La sola difesa che vince è quella attiva, cioè servono, per l’appunto, ἄνδρες ἀγαθοί, uomini valenti; e donne che, se gli uomini non sono valenti, non li vogliono manco per camerieri, figuratevi per il resto.

 I valenti sono pronti a combattere, ma non quando gira a loro perché nervosi e “violenti”, bensì quando ricevono appositi ordini. Ecco dunque la necessità di una disciplina, con un capo, degli ufficiali di vario grado, e soldati bene addestrati, e molto motivati dalle suddette donne: trisnonne, bisnonne, nonne, madri, mogli, figlie, amanti…

 Ma siccome siamo nel Medioevo, e la religione non era una specie di lezioncina di sociologia della domenica ma davvero una fede, prima di tutto occorreva l’aiuto dei santi. Ed ecco Agazio, Barbara, Giorgio, Marziale, Sostene… tutti guerrieri; e poi la Madonna Ausiliatrice e della Vittoria e del Rosario, per la cui intercessione la flotta italospagnola sconfisse i Turchi a Lepanto nel 1571.

 Avete capito, che sono gli ἄνδρες ἀγαθοί, uomini valenti? Il sistema dei “kastellia” funzionò benissimo, tranne qualche episodio di saccheggio; e così quello delle torri cavallare nel XVI secolo. Tutto ciò ha inciso profondamente nella mentalità calabrese, che è rimasta valente, però, generalmente, difensiva, e sempre con un’ottica locale. Eccetera.

 L’attuale Ndrangheta, nulla ha a che vedere con il passato. L’improvviso arricchimento con i sequestri di persona degli anni 1970 (alcuni pagati, altri restarono e resteranno un mistero che nessuno vuole sondare), trasformò quattro poveracci di villaggio, e dalla vita grama e controllatissima, in una potenza del crimine, con lo spaccio della droga. E siccome la droga si paga in denaro, oggi la Ndrangheta non sta di guardia contro i Saraceni, ma versa soldi in banca, tanti soldi in banca: e non certo nelle banche di Africo, Cardeto e S. Luca, assenti, ma a Singapore e posti del genere. Anche la droga, mica la vendono a Gorio di Roghudi, ma a Milano.

 Oggi dunque alla Ndrangheta non servono più rustici e virili ἄνδρες ἀγαθοί, e le loro donne severe e mute, bensì colti e delicati ingegneri finanziari, ambosessi, loquaci e con un mucchio di lauree; e tutti rigorosamente incensurati. Incensurati, in dialetto italocalabrese, vuol dire che non li hanno ancora beccati: ma un poco di pazienza… o almeno spero.

 Quanto agli antimafia di mestiere, ogni tanto ne sgamano uno e lo arrestano e condannano. O, amici lettori, voi non li leggete, i giornali?

 Così, tanto per levarvi dalla testa che i malandrini stanno a Condofuri, e invece il 99% dei Calabresi sono immacolati come una tovaglia d’altare; e mica solo i Calabresi. Se non ci fossero complicità nazionale internazionali…

Ulderico Nisticò